73 weekend. All’ inizio è stato faticosissimo e trovare persone preparate non era semplice. Ma era necessario ». L’ esperienza dell’ ospitalità è diventata così un’ estensione naturale del lavoro in vigna e in cantina, uno spazio di divulgazione e di racconto. « Quando facevo i colloqui per il personale addetto all’ accoglienza, mi sono resa conto che molti ragazzi del territorio, nati qui, non sapevano nemmeno spiegare la differenza tra Prosecco e Franciacorta. E lì ho capito che la responsabilità era anche nostra. Se non fai crescere consapevolezza, se non comunichi adeguatamente, non formi le persone, non puoi pretendere che il territorio si riconosca nei suoi vini », prosegue. Un tema che torna anche osservando il pubblico più giovane, interlocutore privilegiato di questo nuovo racconto. « È vero, non hanno grandi budget, ma sanno spendere. Se l’ esperienza ha senso, se è un’ occasione speciale, partecipano eccome.
Lo vediamo anche in contesti apparentemente lontani, come festival o eventi culturali, dove magari in mescita c’ è anche una Riserva importante. Se capiscono il valore, rispondono molto bene ». Fondamentale anche avere, da sempre, un ventaglio ampio di etichette e prezzi per tutte le tasche ed essere presenti nella grande distribuzione: « È stata fin dall’ inizio una volontà precisa di mio padre che, a volte, ci ha attirato critiche. Ma è indubbio che la nostra Cuvée Imperiale ci ha portato nelle case di tantissimi italiani, è stata un biglietto da visita e la protagonista di innumerevoli brindisi a tavola ». A proposito di tavola, un’ altra lunga storia d’ amore è con la ristorazione: « Gli chef da sempre sono i messaggeri privilegiati delle nostre etichette e ci aiutano anche a raccontare il territorio. Sono così tante le collaborazioni che abbiamo che è impossibile per me citarne solo alcune », spiega.
Un’ eredità che continua
La capacità di Cristina Ziliani di tenere insieme leggerezza e profondità emerge anche da un aneddoto che riguarda proprio la Riserva Franco Ziliani. La prima edizione nacque come omaggio per gli ottant’ anni di Franco Ziliani; la seconda, dieci anni dopo, per i suoi novant’ anni. « Abbiamo tutti riso molto insieme perché lui stesso ci ha detto che, siccome era ancora vivo, avevamo dovuto pensare a una seconda bottiglia », racconta Cristina Ziliani sorridendo con affetto. Un dettaglio che restituisce la misura di una storia familiare fuori scala, ma anche la naturalezza con cui Berlucchi ha sempre intrecciato affetti, visione imprenditoriale e tempo lungo. Non a caso, teniamo d’ occhio l’ orologio perché nella lunga giornata di lavoro, fra riunioni e intervista, arriverà tra poco anche l’ ora dei nipoti. Forse, i creatori delle etichette del futuro. www. berlucchi. it