GRANDE CUCINA 04-2026 | Página 35

LA CARTA COME UNO STRUMENTO, UN NARRATORE SILENZIOSO CHE IMMERGE IL CLIENTE NEL LUOGO, NELLA FILOSOFIA, NEL PIATTO GRAZIE ALL’ IMMAGINE
COME IL MENU DIVENTA RACCONTO
Da una parte il mare di Ischia, con la sua luce sospesa e la sua memoria. Dall’ altra Torino, con la sua stratificazione storica, elegante e solida. I menu di Umberto a Mare e Del Cambio interpretano il luogo in modo diverso, ma con la stessa consapevolezza. La carta non accompagna la cucina, la introduce. È il primo piatto servito.
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TORINO, 1757: IL LUOGO COME EREDITÀ- DEL CAMBIO
Se a Ischia la carta è poesia materica, a Del Cambio è rigore narrativo. Qui il menu parla del tempo. Il progetto grafico nasce da un lavoro congiunto tra il team interno e Curve Studio. È pensato come oggetto editoriale. La doppia copertina introduce due livelli di lettura. La prima è solenne ed essenziale, con logo in lamina oro e la data 1757 in embossing. Un intaglio lascia intravedere la scritta“ Ristorante Del Cambio”, ripresa dalla facciata di Palazzo Carignano. La seconda cover è illustrata. L’ edificio è rappresentato in stile ottocentesco, arricchito da nuvole, mongolfiere, dettagli poetici. Il rosso della porta, ripreso dagli interni, introduce un contrappunto contemporaneo.
Anche la materia è coerente. La carta Fedrigoni Arena rafforza l’ i- dea di sobrietà e continuità con la nuova visual identity. Il menu resta graficamente stabile, mentre i contenuti seguono la stagionalità. Il percorso degustazione 1757 diventa sintesi della filosofia della casa, ispirata alla storia di Del Cambio e alle influenze de Il cuoco piemontese perfezionato a Parigi. In questo caso, il contesto non è solo evocato. È inciso nella struttura stessa del menu, nella sua grammatica visiva, nel modo in cui passato e presente si tengono insieme.