“ Sotto Sale”, progetto simbolo di Tenuta San Giaime, affinato 36 mesi nella miniera di salgemma
Un grappolo di Carricante, pregiato vitigno autoctono coltivato alle pendici dell’ Etna
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SALVATORE CICCO
Il nostro desiderio è far conoscere le Madonie. Se una bottiglia può incuriosire qualcuno e convincerlo a venire fin qui, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo.
sale possa trovare qualcosa di curioso e personale senza indirizzare troppo l’ esperienza di assaggio ». Particolarmente riuscito l’ incontro tra Sotto Sale e la carota caramellata e in sorbetto con Grana Padano Riserva 27 mesi, dove la dolcezza naturale dell’ ortaggio e la sapidità del formaggio lasciavano emergere la finezza del perlage e la tensione minerale del Carricante. Convincente anche il Grillo G’ 23, abbinato agli gnocchi soffiati con vellutata di crescione e nocciole tostate, mentre il percorso si è completato con il Nerello Mascalese M’ 22 e il Maqaràt Passito di Moscato 2023. Dietro la ricerca enologica rimane però una convinzione molto semplice, che non parla la lingua del marketing, ma quella del territorio. « La miniera è un mezzo, non il fine », sottolinea Salvatore Cicco. « Il nostro desiderio è far conoscere le Madonie. L’ entroterra siciliano è spesso rimasto ai margini dei grandi itinerari turistici, eppure conserva un’ autenticità straordinaria. Se una bottiglia può incuriosire qualcuno e convincerlo a venire fin qui, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo ». È probabilmente questa la sintesi migliore del progetto San Giaime. Sotto Sale resterà il vino destinato ad attirare l’ attenzione per la sua unicità, ma l’ ambizione della famiglia Cicco va oltre la sperimentazione: raccontare una Sicilia diversa, lontana dagli stereotipi, dove la viticoltura di montagna, il rispetto del paesaggio e una visione agricola a tutto tondo costruiscono un’ identità originale e profondamente contemporanea.