GRANDE CUCINA 03-2025 | Page 90

COSA VUOL DIRE ESSERE GIOVANI RISTORATORI

a cura della redazione foto di Lorenzo Moreni
FOCUS
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IL MONDO DELLA RISTORAZIONE OGGI, LE SUE SFIDE, IL CONFRONTO CON I COLLEGHI E LA PASSIONE SENZA LA QUALE NULLA POTREBBE MUOVERSI: I NUOVI MEMBRI 2025 DELL’ ASSOCIAZIONE JEUNES RESTAURATEURS ITALIA RACCONTANO IL LORO PUNTO DI VISTA E COSA SIGNIFICA ESSERE GIOVANI RISTORATORI OGGI
el panorama attuale della ristorazione, uno chef

N proprietario della propria attività deve combinare la creatività culinaria con la gestione aziendale, affrontando rischi, guidando il team e affermando una forte identità in un contesto sempre più complesso e variegato. Abbiamo chiesto a cinque giovani chef, presentati come nuovi membri dell’ Associazione Jeunes Restaurateurs Italia nel corso del XXIII Congresso Nazionale, cosa significa essere uno chef / imprenditore oggi, anche raccontandosi attraverso ciò che li contraddistingue. Le loro esperienze rivelano le sfide quotidiane tra spinta creativa, conti da tenere e organizzazione. Un percorso che mostra come il futuro della cucina italiana si stia costruendo grazie al coraggio e all’ intraprendenza delle nuove generazioni di talenti.

AGNESE LOSS OSTERIA CONTEMPORANEA( GATTINARA – VC)
« Una sfida, ecco cosa significa per me essere un giovane ristoratore. E questo in virtù di preconcetti perché, vista l’ età, non diamo la sicurezza di un locale consolidato e dobbiamo lottare contro l’ idea diffusa che i giovani non abbiano l’ esperienza di aprire una attività senza per forza inciampare negli errori di gioventù ».
Come è nata Osteria
Contemporanea? « Come una sfida appunto. Dopo il periodo del covid il clima del settore trasmetteva precarietà così, insieme a Davide, mio compagno e socio, abbiamo deciso di fare il salto e aprire la nostra attività ».
E come la racconteresti? « La mia cucina parte dalla tradizione per poi evolversi. Da qui il nome“ Osteria Contemporanea”, dove troviamo piatti e preparazioni del territorio, rivisitate senza stravolgerne i sapori ».
ANDREA MIACOLA LA RIPA( VIESTE – FG)
« Facciamo un lavoro faticoso che si materializza in un sol boccone, dove dietro una semplicità esiste tanto lavoro per poterla rendere elegante e diversa. Essere un giovane ristoratore vuol dire affrontare tanti impegni e rischi, ma genera anche numerose gratificazioni, la cosa a cui tengo particolarmente è far felice il cliente ».
Come è nato il tuo ristorante? « Dopo numerose esperienze, ho sentito il desiderio di tornare a casa, Vieste, e provare a fare un’ idea di cucina che mi piaceva, trovando amici e colleghi pronti a condividere con me questa nuova avventura ».
Cosa intendi per“ una idea di
cucina che mi piace”? « Faccio un esempio, ovvero il piatto
che meglio ci riassume: Mussoli- Pomodori secchi- Garum di Porcini- Foie Gras. Richiama le mie origini baresi, le ho unite a una cucina di terra che mi ricorda Vieste e poi alla mia esperienza estera ».
E a proposito del tuo recente
ingresso in JRE-Italia? « Il valore di questa associazione è il
suo essere divenuta uno strumento di condivisione e impegno sociale. Sono entrato a far parte di una grande famiglia, con tanta passione e desiderio di condividere idee e progetti ».