GRANDE CUCINA 03-2025 | Seite 89

descrittori oggettivi( amaro, acido, floreale e via discorrendo) di cui si conosce l’ impatto che hanno nella soddisfazione per il consumatore. Il metodo offre risultati attendibili e affidabili facendo risparmiare enormi quantità di tempo e di denaro, ma necessità di storici specifici sulla merceologia di taglia decisamente rilevante. 3- Interrogare il fruitore del bene: in analisi sensoriale scientifica resta ancora il dogma ed è destinato a crescere, anche perché con il tempo i metodi si sono affinati, i costi si sono ridotti, l’ informazione ottenibile è aumentata. Vediamo quindi quali sono i cinque assiomi che hanno portato all’ innovazione dei test sui consumatori.
A domanda non posta non c’ è risposta
Nonostante l’ interrogazione del cliente sia tra le tecniche di indagine una delle più onerose, i ricercatori si sono sempre dimostrati timidi e / o pavidi quando si giunge alla parte sensoriale. Dopo sfiancanti focus group in cui il signor Freud, se non direttamente evocato è comunque presente nel guidare spiritualmente l’ intervistatore, quando si giunge alla quantitativa la domanda si limita a un timido:“ Quanto le
piace” oppure“ Le piace più il prodotto A o il prodotto B”. Ma se invece di operare in questo modo si genera un evento, in un punto vendita, in una fiera o da qualsiasi altra parte, e per i partecipanti il test si fa gioco o momento di arricchimento personale, la situazione resta la stessa? Con gli Stratus Tasting, dagli anni’ 90 a oggi, abbiamo collezionato oltre 350.000 test coinvolgendo più di 70.000 clienti su decine di merceologie. Ma c’ è di meglio: da circa un lustro stiamo lavorando sulla tesi di David Hume circa l’ esistenza del buono oggettivo e i risultati sono molto incoraggianti.
Il dettaglio fa la differenza
Si termina un test sui consumatori scoprendo che su scala decimale il prodotto A ha avuto un punteggio di 5,9 e il prodotto B di 6,1. È corretto dire che B è migliore di A? Non vogliamo entrare nella metodologia statistica di verifica, ma palesare semplicemente che oltre ad avere fatto un gran lavoro, il risultato non solo è povero, ma anche parecchio equivoco. Senza tornare alle argomentazioni espresse nel precedente paragrafo, ecco che un piano sperimentale che parta dal presupposto
di cogliere sia l’ attraenza( desiderio di possesso), sia l’ indice di preferenza, ci dà modo di ottenere posizionamenti decisamente eloquenti.
L’ artificiosità è contraria alla verità
Sessanta consumatori che sono chiamati a valutare qualsiasi genere di prodotto, dal lucido da scarpe alle minestre in brodo, chiusi in una cabina e trattati come strumenti chimici, possono dare giudizi affidabili? Il buon senso porterebbe a rispondere di no, eppure casi di questo genere hanno una frequenza decisamente elevata.
L’ emozione vince sulla ragione, il gioco fa premio sulla pigrizia
Da quanto sopra si evince che qualsiasi test debba essere organizzato cercando di ricreare le condizioni di acquisto e di consumo, ma allora perché non fare di meglio generando delle esperienze emozionanti? Quanti, nelle corsie di un supermercato o in un locale pubblico, resistono al cartello“ assaggiatore per un giorno”? Davvero pochi. Quasi sempre quando i clienti / visitatori vedono un capannello si accodano, richiamati dalla curiosità, spinti loro stessi dalla voglia di provare.
89