GRANDE CUCINA 03-2025 | Seite 84

MODA E RISTORAZIONE: QUANDO IL BRAND SI METTE IN TAVOLA

di Mariacristina Coppeto e Federico Lorefice
BOUTIQUE, PASSERELLE E ORA ANCHE RISTORANTI. I GRANDI MARCHI DEL LUSSO INVESTONO SEMPRE PIÙ SPESSO NELL’ HOSPITALITY, TRASFORMANDO IL FOOD IN LEVA STRATEGICA PER RAFFORZARE IDENTITÀ, ESTETICA E STORYTELLING
TENDENZE
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D & G Carrillon Vesta l dialogo tra moda e food non è una novità, ma oggi assume contorni stra-

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tegici sempre più definiti. Se nei primi anni 2000 operazioni come quelle di Giorgio Armani o Roberto Cavalli rappresentavano una naturale estensione del brand nella ristorazione – con caffè, club e ristoranti capaci di incarnare l’ estetica della maison – oggi il binomio moda-cibo evol- ve in chiave progettuale. I brand del lusso costruiscono esperienze che rafforzano il posizionamento, parlano a nuovi pubblici e presidiano territori chiave della customer experience. L’ hospitality diventa così uno strumento di racconto e differenziazione. La presenza in ambito food consente di creare luoghi fisici dove l’ identità di marca prende forma in modo tangibile, superando la stagionalità della moda e fidelizzando target alto-spendenti. Architettura, design, cucina, servizio: ogni elemento è pensato per essere coerente con il linguaggio del brand. Non si tratta più solo di“ firmare” un’ insegna, ma di costruire piattaforme relazionali capaci di generare valore.
Accanto alla ristorazione, anche il vino entra con forza in questa visione integrata. Due casi emblematici sono Ferragamo e Brunello Cucinelli. Il primo, con la tenuta Il Borro in Toscana, ha sviluppato un mo-