GRANDE CUCINA 03-2025 | страница 83

di Milano e Firenze e dal 2018 in Francia al George V di Parigi e il Negresco a Cannes.
Come definirebbe la cucina del Saint
Germain? « La clientela del Lutetia è colta e sensibile
tanto all’ arte architettonica quanto a quella gastronomica. Questa proposta culinaria si rivolge perfettamente a questo pubblico, poiché si tratta di esperienze molto apprezzate sia dai parigini che dai visitatori provenienti da tutto il mondo. La cucina del ristorante Le Saint-Germain non è italiana; si tratta di un concept di all-day dining. La sera proponiamo un’ offerta più epicurea, che si ispira a sapori mediterranei, senza tuttavia rivendicare un’ identità strettamente italiana ». Arrivato da qualche mese Alessio è entrato in punta dei piedi aggiungendo qua e là la sua mano nel menu“ all day dining” – come ad esempio il“ crudo di tonno façon Ischia” per poi esprimersi più liberamente nell’ offerta della cena.
Come descrive la sua cucina? « Le mie radici sono evidentemente mediterranee, ma la mia testa sa attingere alla cultura francese. Amo molto da un punto di vista estetico creare piatti colorati e proporre ricette semplici in chiave gourmet- La ricetta della vignarola che vi proponiamo ne è un esempio( Ndr). Sto lavorando con grande attenzione, per non deludere la nostra clientela abituale, ma allo stesso
Nicolas Guercio
tempo per invitarla a scoprire nuovi percorsi di gusto ». Una scelta che sta già dando i suoi frutti: accanto alla fiducia crescente del pubblico parigino, anche molti ospiti dell’ hotel scelgono oggi di concludere la giornata a tavola, sotto la cupola luminosa del Saint-Germain. Una cucina che definiremmo realistica, che non ha paura di nascondere le proprie origini, ma allo stesso tempo ambiziosa, che fa dell’ eleganza e del colore la propria firma. « Al Lutetia ho quello che cercavo: una brigata internazionale, un’ équipe che mi sostiene e che mi permette di attingere ai migliori ingredienti per esprimermi. La clientela locale che mi sta dando fiducia e infine un pubblico più
internazionale molto esigente che mi stimola a crescere sempre di più ».
Qual è il traguardo? « Come dicevo con la direzione abbiamo fin
da subito deciso insieme che la transizione avrebbe dovuto essere graduale. Ho la fortuna di collaborare con lo chef pasticcere Nicolas Guercio, il nostro tea-time e la nostra pasticceria sono tra le migliori a Parigi. Inoltre il quartiere non offre molto. Il potenziale c’ è dunque. L’ ambizione è tanta. Lavoro su gusto, amo molto la contaminazione delle alghe e da settembre vorrei far scoprire alla mia clientela le potenzialità del risotto in una versione elaborata ».
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