GIOVANI RISTORATORI OGGI: TRA VISIONE, IDENTITÀ E NUOVE SFIDE |
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a cura della redazione foto di Lorenzo Moreni |
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FOCUS
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ESSERE GIOVANI RISTORATORI OGGI SIGNIFICA CONIUGARE IMPRESA, CREATIVITÀ E RESPONSABILITÀ IN UN CONTESTO IN CONTINUA EVOLUZIONE. LE VOCI DEI NUOVI MEMBRI 2026 JRE-ITALIA RACCONTANO SFIDE CONCRETE E UNA VISIONE AUTENTICA DEL FUTURO DELLA CUCINA
el panorama della ristorazione contemporanea,
N essere giovani non è soltanto una questione anagrafica, ma un modo di interpretare il mestiere con occhi nuovi. Tra cambiamenti economici, evoluzioni culturali e nuove aspettative del pubblico, i giovani ristoratori si trovano oggi a ridefinire il proprio ruolo, trasformando le sfide in opportunità. È in questo contesto che si inseriscono le voci dei nuovi ingressi 2026 di Jeunes Restaurateurs Italia, protagonisti di una generazione dinamica e consapevole, presentati durante il XXXIII Congresso Nazionale JRE-Italia. |
CIRO SIENO ENIGMA RESTAURANT( REGGIO EMILIA)
“ Essere un giovane ristoratore oggi significa trovare equilibrio tra coraggio e responsabilità: non solo cucinare, ma essere leader e sostenibili. Mettere al centro persone e qualità, senza rinunciare a innovare”.
Più in dettaglio?“ Ad esempio, abbiamo scelto di chiudere il sabato e la domenica proprio per permettere a noi e ai nostri collaboratori di godersi anche i weekend con le proprie famiglie”.
Sei appena entrato a far parte di
JRE-Italia, cosa vuol dire per te?“ È l’ ambizione che diventa comunità. Prima di tutto si traduce in appartenenza: sentirsi a casa tra chi vive la cucina con la stessa intensità. Conferma il valore del mio progetto, nato dall’ incontro tra radici campane e accoglienza emiliana. Cucinare è il mio modo di comunicare, è la mia voglia di trasformare la materia prima in emozione”.
Come descriveresti il percorso di questo progetto e il tuo essere
Chef?“ Un’ evoluzione tra tradizione e ricerca, segnata da incontri importanti che hanno definito la mia visione”,
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ROBERTO PISANO LA SPIGOLA( GOLFO ARANCI)
“ Trovare il giusto equilibrio tra la sostenibilità gastronomica e quella imprenditoriale, aprirsi all’ ascolto e al dialogo costruttivo con il proprio ospite a tavola e i propri collaboratori in cucina e in sala: questo per me vuol dire essere un giovane ristoratore nel contesto odierno”.
Cosa ti ha portato a diventare
Chef?“ Senza dubbio la passione sconfinata
per il mare e il desiderio di preservarlo anche in tavola. Da autodidatta ho concentrato tutte le mie energie e disponibilità nel progetto di famiglia, che continua ad essere dopo anni il mio centro”.
Mi racconti brevemente il tuo
percorso di crescita professionale?“ In Marina ho viaggiato molto, venendo a contatto con differenti culture culinarie internazionali. Nel 2019 scelgo di fermarmi in Sardegna e di dar voce al mio secondo amore: la cucina. Dopo qualche anno di studio, varco la soglia della cucina del ristorante di famiglia a Golfo Aranci, La Spigola”.
E l’ ingresso in JRE-Italia come si
inserisce in tutto questo?“ Un’ incredibile opportunità di crescita,
confronto e dialogo con diversi colleghi che stimo e con cui mi ritrovo in termini di approccio al lavoro quotidiano, formazione del personale e tecniche di cucina”.
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