LE PAGINE DEL VINO
LE PAGINE DEL VINO
WINE & SPIRITS
76 na. « Lui aveva il suo trattore, il suo carretto … tutti sono profondamente coinvolti da quando sono nati.»
Il vino come esperienza accessibile
Il passaggio generazionale qui non è teoria ma esperienza diretta, costruita sulla partecipazione al lavoro e sulla trasmissione di valori legati alla terra, in equilibrio tra radicamento e visione. La gamma stessa lavora su questa doppia direzione, tra riconoscibilità dei grandi classici e capacità di aprire percorsi nuovi, mantenendo coerenza e identità. Lo si coglie anche nella lettura franca che Marina Cvetic dà del presente del settore. « Si vende meno anche perché tutte le regioni hanno triplicato il numero di produttori. Il mondo vinicolo ha“ iperpiantato”, l’ offerta è cresciuta ovunque, i consumatori sono bombardati da etichette, sconti, proposte, e in più c’ è il problema dell’ accessibilità economica a pesare soprattuttosulle generazioni più giovani che, anche per questo motivo, bevono meno », osserva. E sulla comunicazione annota: « Noi produttori, ma anche la stampa, dobbiamo essere meno tecnici. Il vino deve restare un’ esperienza accessibile, essere un piacere, un abbracciare, un conoscere: deve essere un viaggio ». Da qui nasce la convinzione che sia necessario « avvicinare i giovani con semplicità », costruendo occasioni in cui un calice torni a essere strumento di relazione e scoperta. Significa anche investire seriamente nell’ enoturismo, nell’ ospitalità, nei luoghi che permettono di fare del vino non solo un prodotto, ma un incontro. In questa prospettiva si inserisce il recupero del Castello di Semivicoli. Antico palazzo baronale del Seicento, restaurato con un lungo lavoro conservativo, è diventato uno spazio in cui il racconto del vino incontra il tempo lungo dell’ architettura, dell’ accoglienza e della memoria. Gli ambienti originari- l’ antico frantoio, la bottaia, i magazzini- sono stati reintegrati in una nuova funzione. Non è un dettaglio: la visione di Masciarelli sull’ o- spitalità non punta a costruire scenografie, ma a dare continuità e verità ai luoghi. Lo stesso approccio guida progetti culturali più recenti come il Museo del Contadino, pensato per raccontare la tradizione agricola abruzzese con strumenti immersivi. « Quest’ anno siamo riusciti a completare il museo virtuale », spiega Marina Cvetic. « Su un totem saranno caricati i musei, i ristoranti, gli alberghi, le montagne, flora e fauna, animali d’ Abruzzo. Sarà una sorpresa anche per gli stessi abruzzesi ». Il rapporto con il territorio si esprime anche attraverso interventi di valorizzazione del patrimonio storico. « Recentemente, abbiamo restaurato una cappella medievale del XIII secolo nell’ Aquilano, un gioiello minuscolo, di dodici metri quadri.» Con iniziative come queste, il vino diventa leva culturale, lo strumento per riportare attenzione su luoghi e memorie. La stessa volontà traspare sul fronte dell’ immagine e dello stile enologico. Il restyling della Linea Classica- Rosato IGT e Trebbiano d’ Abruzzo DOC- non è stato un semplice