GRANDE CUCINA 02-2026 | Page 53

grandi lievitati sono quelli più facilmente virali sui social- a prescindere che si possa realmente verificarne una qualità tecnica e un sapere concreto.
Un occhio alle strutture alberghiere( e oltreconfine)
Soprattutto nelle grandi città come Milano, Roma, Firenze, la grande percentuale di stranieri e la ricerca portata avanti da tante strutture di hotellerie di alto livello, ha fatto sì che il salato tornasse alla ribalta molto velocemente- e il processo è tutt’ ora in fieri. Negli hotel più moderni e dove vive un senso di ospitalità costruito intorno a una proposta food and beverage di livello, la colazione è un segmento di incasso particolarmente rilevante e sui è necessario investire. Sempre più spesso è aperta anche al pubblico esterno, con buffet suntuosi e una proposta alla carta che spazia in varietà e identità. Pensiamo al Bvlgari Hotel di Roma, una delle strutture che ha più rivoluzionato il panorama romano degli ultimi anni in ottica di accoglienza. Sotto la guida dello chef tristellato Niko Romito, la colazione si sviluppa interamente
a menu, interpretando il modello della continental breakfast con una selezione di prodotti realizzati appositamente per il marchio Bvlgari. In parallelo, la colazione cinese prevede una selezione di dim sum, una zuppa di verdure, noodles in brodo, ravioli in padella, piatti a base di congee e un’ ampia selezione di tè. Non a caso il termine continentale attribuito alla colazione franco- italiana arriva nel Novecento, dalla Gran Bretagna. A differenza di quanto si tenderebbe a credere, l’ espressione non indica una differenza rispetto ad altri continenti bensì, per continental si intende una moneta di poco valore. Uova, salumi, formaggi, pane, pomodori, verdure nonostante siano presenti in abbondanza non venivano considerati al pari di croissant, torte e dolciumi. Una distinzione che oggi risulta non più così attuale dato che, specialmente in paesi ad alta densità di popolazione dove la gastronomia ha radici profonde e territoriali, la colazione vive di un’ identità propria. Pensiamo a nazioni come Vietnam, Thailandia, Cina, Giappone, dove storicamente la colazione non nasce dolce ma salata. Tanto per
una questione di provenienza e di costo di materie prime e materie seconde- dallo zucchero, al latte e quindi burro e derivati, cacao e quindi cioccolato etc.- quanto per stile di vita. In Oriente le giornate iniziano molto presto. Quella che per noi è l’ alba, per tanti è già quasi metà mattina, il tempo di una seconda colazione. Ad un primo pasto spesso a base di riso e latte, ne segue in genere uno più sostanzioso, intorno alle otto o alle nove del mattino dove non ci si sottrae ad una zuppa fumante, a dei ravioli in brodo, così come persino a piccoli pesci alla griglia, polpette di carne, ciotole di riso con carne sfilacciata o tritata e cotta con verdure e spezie. Anche in Messico, Colombia, Venezuela, è frequente incontrare persone che per strada, in orari di prima mattina, mangiano un tacos di carnita con peperoni e formaggio fuso. A Bangkok, dove la cucina negli ultimi anni ha toccato vette altissime anche in ottica fine dining, strutture come il Four Seasons Chao Praya River- secondo hotel al mondo secondo la classifica della World 50Best Hotel o il Capella Hotel-
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