GRANDE CUCINA 02-2023 | Page 67

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l fronte gastronomico e quello artistico convivono sotto lo stesso ombrello legato alla dimensione creativa . È ben noto che molti chef e maestri pasticceri , prima di realizzare una ricetta , la visualizzino disegnandola . Intervenire sul menu rendendolo un oggetto unico da lasciare al cliente , avvicina ancora di più questi due mondi .
Il menu diventa così un pezzo tangibile che fa parte dell ’ esperienza gastronomica vissuta a tavola e che può essere collezionato , conservato come memoria di quell ’ occasione culinaria , autentica e unica , come un souvenir prezioso . Ecco cosa creano per i loro ospiti gli chef Stefano Baiocco e Massimiliano Alajmo .
@ Filippo Noventa
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Il gesto artistico dello chef
« Il menu inteso come un ’ introduzione , un gesto di accoglienza e di riguardo intimo , esclusivo . Ogni pietanza , per logica coincidente è un ’ espressione singola accomunata da un senso condiviso ». Con queste parole Massimiliano Alajmo , chef de Le Calandre a Sarmeola di Rubano ( Pd ), esprime il valore del suo menu . Ispirato dagli ingredienti di stagione , è una sorta di guida che porta per mano ogni commensale verso un ’ esplorazione multisensoriale . Con il fratello Raffaele Alajmo ( in sala ), lo chef si dedica al ristorante di famiglia , dove ogni elemento presente è realizzato ad hoc da raffinati artigiani e ideato in esclusiva . Il menu rispecchia la filosofia degli Alajmo e i loro processi creativi . Ad ogni cambio di stagione lo chef imprime , dipingendolo a mano , un tocco di colore sulla lista delle vivande . Sulla carta , come nel piatto , prendono vita dei pezzi unici , in grado di raccontare la fluidità e la leggerezza che rappresentano la cifra distintiva dello chef e che sottolineano il grande rispetto per il cliente . Un modo per completare il racconto di un mondo che va oltre il gesto del cucinare e rappresenta la filosofia di un professionista e del gruppo a cui appartiene . Un elemento in più per conquistare gli affezionati e non solo .