• Impianti di terra e di protezione da scariche atmosferiche( LPS): Dispersori, collettori equipotenziali, sistemi di captazione( norma UNI EN 62305 / CEI 81-10). Ad ogni asset viene associato un livello di criticità d’ impianto( ad esempio“ Classe A – Critico”,“ Classe B – Importante”,“ Classe C – Secondario”) basato sull’ impatto che un guasto genererebbe sulla sicurezza delle persone, sulla produzione e sui costi di ripristino. Un piano di manutenzione moderno ed efficace integra diverse metodologie operative:
• Manutenzione Preventiva Ciclica( a intervalli fissi): interventi programmati su base temporale( mensile, semestrale, annuale) o secondo ore di funzionamento, conformemente alle indicazioni del costruttore e alle disposizioni normative( es. prova mensile / semestrale dei pulsanti di sgancio e differenziali, serraggio morsetti).
• Manutenzione Predittiva( su condizione): monitoraggio continuo o periodico delle condizioni fisiche dei componenti tramite tecniche non distruttive, ad esempio:
• Indagine Termografica IR: identificazione dei punti caldi( hot spot) dovuti a serraggi allentati, sovraccarichi localizzati o squilibri di fase nei quadri elettrici.
• Analisi dell’ olio isolante: negli alimentatori e trasformatori in olio( ricerca di gas disciolti DGA, rigidità dielettrica).
• Misure di scariche parziali( PD): su cavi e apparecchiature in Media Tensione per valutare il degrado dell’ isolamento.
• Manutenzione Correttiva( a guasto): procedura codificata per la gestione e la riparazione tempestiva dei guasti imprevisti, con definizione delle priorità di intervento e scorta minima di magazzino per ricambi critici. Un piano di manutenzione è efficace solo se ogni attività viene documentata e tracciata nel tempo. È necessario predisporre un Registro delle Manutenzioni( cartaceo o integrato all’ interno di un software) che comprenda almeno i verbali di verifica e collaudo ovvero schede d’ intervento compilate dai tecnici manutentori o dalle verificatrici abilitate, complete di valori misurati
LA NORMA FISSA IL REQUISITO MINIMO DI SICUREZZA, MA NON LA CONTINUITÀ OPERATIVA DELL’ AZIENDA
lizzatori: Linee di alimentazione, prese industriali, quadri bordo macchina, impianti di illuminazione ordinaria e di emergenza.
• Impianti di terra e di protezione da scariche atmosferiche( LPS): Dispersori, collettori equipotenziali, sistemi di captazione( norma UNI EN 62305 / CEI 81-10). Ad ogni asset viene associato un livello di criticità d’ impianto( ad esempio“ Classe A – Critico”,“ Classe B – Importante”,“ Classe C – Secondario”) basato sull’ impatto che un guasto genererebbe sulla sicurezza delle persone, sulla produzione e sui costi di ripristino. Un piano di manutenzione moderno ed efficace integra diverse metodologie operative:
• Manutenzione Preventiva Ciclica( a intervalli fissi): interventi programmati su base temporale( mensile, semestrale, annuale) o secondo ore di funzionamento, conformemente alle indicazioni del costruttore e alle disposizioni normative( es. prova mensile / semestrale dei pulsanti di sgancio e differenziali, serraggio morsetti).
• Manutenzione Predittiva( su condizione): monitoraggio continuo o periodico delle condizioni fisiche dei componenti tramite tecniche non distruttive, ad esempio:
• Indagine Termografica IR: identificazione dei punti caldi( hot spot) dovuti a serraggi allentati, sovraccarichi localizzati o squilibri di fase nei quadri elettrici.
• Analisi dell’ olio isolante: negli alimentatori e trasformatori in olio( ricerca di gas disciolti DGA, rigidità dielettrica).
• Misure di scariche parziali( PD): su cavi e apparecchiature in Media Tensione per valutare il degrado dell’ isolamento.
• Manutenzione Correttiva( a guasto): procedura codificata per la gestione e la riparazione tempestiva dei guasti imprevisti, con definizione delle priorità di intervento e scorta minima di magazzino per ricambi critici. Un piano di manutenzione è efficace solo se ogni attività viene documentata e tracciata nel tempo. È necessario predisporre un Registro delle Manutenzioni( cartaceo o integrato all’ interno di un software) che comprenda almeno i verbali di verifica e collaudo ovvero schede d’ intervento compilate dai tecnici manutentori o dalle verificatrici abilitate, complete di valori misurati
COME SI CLASSIFICA LA CRITICITÀ DI UN ASSET
Il livello si assegna in base all’ impatto che un guasto genererebbe su sicurezza delle persone, produzione e costi di ripristino.
Classe A B C
Significato Critico Importante Secondario
LA NORMA FISSA IL REQUISITO MINIMO DI SICUREZZA, MA NON LA CONTINUITÀ OPERATIVA DELL’ AZIENDA
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO