LA SICUREZZA DELL’ OPERATORE CONSISTE NELLA SCELTA DELLE IDONEE ATTREZZATURE
• 1. Soltanto da PES o PAV, allora, tenuto conto della loro formazione, esse non adottano procedure di sicurezza se non quelle necessarie per evitare di invadere la distanza DV;
• 2. Anche da PEC, allora una PES deve svolgere attività preventiva o sorveglianza( quest’ ultima può essere svolta anche da PAV) senza necessità di elaborare Piani di Lavoro, Piani di Intervento, ecc.;
• 3. Solo da PEC e l’ attività comporti l’ uso di mezzi o attrezzi il cui uso dà luogo al pericolo dovuto soltanto alla distanza da terra nei confronti di una linea elettrica sovrastante, è sufficiente avere certezza che l’ altezza da terra di tali mezzi o attrezzi( compresa quella di una persona e degli attrezzi o mezzi da lei maneggiati) non superi:
• 4,00 m se la linea è in Bassa o Media Tensione( ≤ 36 kV);
• 3,00 m per le linee in Alta Tensione(> 36 kV). Tali limiti sono a favore della sicurezza e basati sulla distanza minima da terra delle linee elettriche stabilita dal decreto 21 marzo 1988 n ° 449“ Approvazione delle norme tecniche per la progettazione, l’ esecuzione e l’ esercizio delle linee elettriche aeree esterne”( Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 79 del 05-04-1988- Suppl. Ordinario n. 28), e sono riferiti al punto più basso dei conduttori della linea.
NORMATIVA 21
LA SICUREZZA DELL’ OPERATORE CONSISTE NELLA SCELTA DELLE IDONEE ATTREZZATURE
Provvedimenti particolari
La Norma CEI 11-27 prevede, per i lavori in prossimità, provvedimenti particolari differenziati per gli impianti in bassa tensione e per gli impianti in alta tensione. Disposizioni particolari per gli impianti in Bassa Tensione Per gli impianti con tensione fino a 1 000 V in c. a. e 1 500 V in c. c., la distanza DL è ridotta al non contatto con le parti attive in tensione e la distanza di prossimità DV vale 0,30 m. Le dimensioni ridotte della zona prossima, comparabili a quelle degli arti umani, rendono problematica l’ adozione della distanza di sicurezza. Tale misura può essere pertanto adottata solo in casi particolari, dopo averne vagliato con attenzione l’ effettiva efficacia. Le parti attive prossime, che possono essere accessibili direttamente o indirettamente con movimenti involontari, devono quindi essere protette fisicamente mediante l’ installazione di un idoneo impedimento, in genere un protettore costituito da un telo isolante o barriere rigide. L’ impedimento deve essere fissato in modo idoneo in punti stabili della struttura. La sua rimozione deve avvenire solo con azione volontaria. Se l’ impedimento assicura una protezione dalle parti attive almeno di grado IPXXB, la zona prossima si riduce fino alla superficie esterna dell’ impedimento stesso. Non necessitano di impedimenti, o ulteriori impedimenti, le parti attive situate in posizione ritenuta raggiungibile solo volontariamente. In particolare, le parti attive che si trovano di fronte e al di sopra della parte di impianto su cui un lavoratore( PES o PAV) sta operando con attrezzi di lunghezza limitata( quali cacciaviti, pinze isolate o isolanti) e senza l’ ausilio di gradini, scale, ecc. possono non necessitare del posizionamento di impedimenti. Se la permanenza in zona prossima di un PES / PAV è di breve durata( per es., il tempo necessario per fare una manovra o una misura elettrica) la probabilità di compiere gesti involontari in quel breve lasso di tempo è trascurabile, per cui non è necessaria l’ installazione di impedimenti. In alternativa all’ installazione di impedimenti, possono essere usati DPI isolanti per proteggere le parti del corpo che potrebbero entrare in contatto con le parti attive. Disposizioni particolari per gli impianti con tensione nominale superiore a 1000 V Il tipo di disposizione delle apparecchiature nell’ ambiente, le
dimensioni e le distanze in gioco in questi impianti rendono spesso impossibile l’ installazione di barriere, soprattutto alle tensioni più elevate. La scelta di adottare la distanza di sicurezza è quasi sempre obbligata. L’ adozione di tale misura è agevolata, soprattutto per le tensioni più elevate, dalle dimensioni degli impianti che prevedono di per sé distanze elevate necessarie a garantire l’ isolamento funzionale. L’ installazione di una barriera( oppure di un protettore per il livello di tensione interessato se la tecnologia lo consente) rappresenta la soluzione più conveniente quando è possibile utilizzarla e soprattutto quando deve rimanere in opera per periodi ragguardevoli. In impianti in Alta e Media Tensione, costruiti rispettando le distanze previste nella Norma CEI EN IEC 61936-1, le attività in prossimità di parti attive che comportino uso di oggetti di dimensioni contenute e non elevazione dal suolo del lavoratore, non richiedono Piano di Lavoro o Piano d’ Intervento e sono considerate automaticamente a distanza di sicurezza.
Lavori non elettrici in presenza di rischio elettrico
I lavori eseguiti nello spazio compreso tra le distanze DA9 e DV richiedono una attenta valutazione da parte del Datore di Lavoro. Non è obbligatorio preparare
LE DISTANZE DELLA CEI 11-27 IN SINTESI
Distanza DL
DV DA9
Cosa delimita
Zona di lavoro sotto tensione, dove l ' isolamento non è garantito
Zona di prossimità, esterna alla zona sotto tensione
Zona di lavoro non elettrico, esterna alla zona di prossimità per iscritto l’ attività lavorativa; nel caso in cui si decida che la preparazione del lavoro debba essere fatta per iscritto, un utile riferimento possono essere i documenti come il“ Piano di Lavoro” e il“ Piano di Intervento”. Se durante il lavoro si scende al di sotto della distanza DV, si devono adottare le procedure previste per i lavori in prossimità e / o sotto tensione oggetto della presente Norma. Se i lavori compresi tra DV e DA9 sono svolti:
• 1. Soltanto da PES o PAV, allora, tenuto conto della loro formazione, esse non adottano procedure di sicurezza se non quelle necessarie per evitare di invadere la distanza DV;
• 2. Anche da PEC, allora una PES deve svolgere attività preventiva o sorveglianza( quest’ ultima può essere svolta anche da PAV) senza necessità di elaborare Piani di Lavoro, Piani di Intervento, ecc.;
• 3. Solo da PEC e l’ attività comporti l’ uso di mezzi o attrezzi il cui uso dà luogo al pericolo dovuto soltanto alla distanza da terra nei confronti di una linea elettrica sovrastante, è sufficiente avere certezza che l’ altezza da terra di tali mezzi o attrezzi( compresa quella di una persona e degli attrezzi o mezzi da lei maneggiati) non superi:
• 4,00 m se la linea è in Bassa o Media Tensione( ≤ 36 kV);
• 3,00 m per le linee in Alta Tensione(> 36 kV). Tali limiti sono a favore della sicurezza e basati sulla distanza minima da terra delle linee elettriche stabilita dal decreto 21 marzo 1988 n ° 449“ Approvazione delle norme tecniche per la progettazione, l’ esecuzione e l’ esercizio delle linee elettriche aeree esterne”( Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 79 del 05-04-1988- Suppl. Ordinario n. 28), e sono riferiti al punto più basso dei conduttori della linea.
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO