Giornale dell'Installatore Elettrico Ott 2026 | Page 17

• manovra degli apparecchi di sezionamento, di interruzione e di regolazione e dei dispositivi fissi di messa a terra ed in cortocircuito, nelle normali condizioni di esercizio;
• manovra mediante fioretti isolanti degli apparecchi sopraelencati, nelle normali condizioni di esercizio;
• uso di rivelatori e comparatori di tensione, costruiti ed impiegati nelle condizioni specificate dal costruttore o dalle stesse norme di prodotto;
• uso di rilevatori di distanze isolanti nelle condizioni previste di impiego;
• lavaggio di isolatori effettuato da impianti fissi automatici o telecomandati;
• utilizzo di dispositivi mobili di messa a terra ed in cortocircuito;
• lavori nei quali si opera su componenti che fanno parte di macchine o apparecchi alimentati a tensione non superiore a 1 000 V in c. a. anche se funzionanti a tensione superiore. Per eseguire un lavoro sotto tensione non bastano quindi i requisiti formativi individuati dalla Norma per le Persone Esperte( PES) e per le Persone Avvertite( PAV), ma è necessario possedere anche opportune doti pratiche e attitudinali, che devono essere riconosciute dal datore di lavoro. L’ idoneità di una Persona Esperta( PES) o di una Persona Avvertita( PAV) all’ esecuzione dei lavori sotto tensione deve essere infatti attestata dal Datore di Lavoro dopo aver verificato le condizioni appena descritte. La Norma CEI 11-27, come già anticipato nel precedente numero del GIE, individua tre metodi di lavoro che dipendono dalla posizione dell’ operatore in relazione alle parti attive e dai mezzi usati per prevenire il rischio elettrico( shock elettrico ed effetti dell’ arco): il“ Lavoro con aste isolanti” o lavoro a distanza; il“ Lavoro a mani nude” o lavoro a potenziale e il“ Lavoro con guanti isolanti” o lavoro a contatto.
NORMATIVA 17
Di seguito analizziamo nel dettaglio le prescrizioni operative, i criteri di scelta dei DPI e dei dispositivi di protezione, nonché le condizioni ambientali e procedurali necessarie per l’ e- secuzione in sicurezza di ciascuna tipologia di lavoro.
Lavori sotto tensione
Per“ lavori sotto tensione” si intende qualsiasi attività svolta a contatto con parti attive di un impianto con tensione nominale inferiore a 1000 V( bassa tensione) in quanto la Norma CEI 11-27 prevede distanza limite DL = 0 cm. E inoltre, su impianti con tensione nominale superiore a 1000 V in c. a., non è possibile operare al di sotto della distanza DL. Tali operazioni sono infatti prerogativa di aziende autorizzate dal Ministero dello Sviluppo Economico, come disposto dal Decreto 4 febbraio 2011(“ Definizione dei criteri per il rilascio delle autorizzazioni di cui all’ articolo 82, comma 2), lettera c), del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 e successive modifiche ed integrazioni”.). Il documento
è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 83 del giorno 11 aprile 2011. I requisiti di tali aziende sono definiti dalla Norma CEI 11- 15“ Esecuzione di lavori sotto tensione su impianti elettrici di Categoria II e III in corrente alternata” e non sono oggetto della presente trattazione. I lavori sotto tensione regolati dalla Norma CEI 11-27 per questi motivi sono ammessi esclusivamente su sistemi di Categoria 0 e I( Tensione ≤ 1000 volt in c. a e 1500 volt in c. c.). I lavori sotto tensione posso essere eseguiti esclusivamente da“ Persone Idonee”( Art. 6.3.2). Durante il lavoro sotto tensione infatti, gli operatori entrano in contatto con parti attive in tensione con parti del loro corpo e / o con attrezzi, equipaggiamenti o dispositivi, sia conduttori sia isolati e / o isolanti, da loro maneggiati o indossati. La Norma CEI 11-27 specifica che non costituiscono lavori sotto tensione, a tutti i livelli di tensione, le seguenti operazioni:

• manovra degli apparecchi di sezionamento, di interruzione e di regolazione e dei dispositivi fissi di messa a terra ed in cortocircuito, nelle normali condizioni di esercizio;

• manovra mediante fioretti isolanti degli apparecchi sopraelencati, nelle normali condizioni di esercizio;

• uso di rivelatori e comparatori di tensione, costruiti ed impiegati nelle condizioni specificate dal costruttore o dalle stesse norme di prodotto;

• uso di rilevatori di distanze isolanti nelle condizioni previste di impiego;

• lavaggio di isolatori effettuato da impianti fissi automatici o telecomandati;

• utilizzo di dispositivi mobili di messa a terra ed in cortocircuito;

• lavori nei quali si opera su componenti che fanno parte di macchine o apparecchi alimentati a tensione non superiore a 1 000 V in c. a. anche se funzionanti a tensione superiore. Per eseguire un lavoro sotto tensione non bastano quindi i requisiti formativi individuati dalla Norma per le Persone Esperte( PES) e per le Persone Avvertite( PAV), ma è necessario possedere anche opportune doti pratiche e attitudinali, che devono essere riconosciute dal datore di lavoro. L’ idoneità di una Persona Esperta( PES) o di una Persona Avvertita( PAV) all’ esecuzione dei lavori sotto tensione deve essere infatti attestata dal Datore di Lavoro dopo aver verificato le condizioni appena descritte. La Norma CEI 11-27, come già anticipato nel precedente numero del GIE, individua tre metodi di lavoro che dipendono dalla posizione dell’ operatore in relazione alle parti attive e dai mezzi usati per prevenire il rischio elettrico( shock elettrico ed effetti dell’ arco): il“ Lavoro con aste isolanti” o lavoro a distanza; il“ Lavoro a mani nude” o lavoro a potenziale e il“ Lavoro con guanti isolanti” o lavoro a contatto.

I TRE METODI DI LAVORO SOTTO TENSIONE
Metodo
Aste isolanti( a distanza)
Guanti isolanti( a contatto)
Mani nude( a potenziale)
Come opera l ' operatore
Contatto con la parte attiva solo tramite un ' asta isolante
Mani protette da guanti isolanti: il più diffuso in bassa tensione
Operatore allo stesso potenziale della parte attiva, isolato dal resto
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO