Giornale dell'Installatore Elettrico Ott 2026 | Page 13

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sociali, noi abbiamo scelto di non fare cassa integrazione e di non licenziare nessuno. Ci siamo messi nei panni delle famiglie dei nostri collaboratori, garantendo stabilità e stipendi pieni. L’ imprenditore ha il dovere morale di proteggere la propria squadra, soprattutto nei momenti difficili. I numeri passano, ma la lealtà e il valore degli uomini restano.”
Quella fame di riconoscimento non nasce a Casoria nel 1980. Nasce molto prima, tra le macerie di una Napoli che il presidente non ha mai smesso di raccontare.“ È rimasta la fame di futuro e quella tempra inscalfibile che solo la necessità sa donare. Sono nato nel 1948 in una Napoli ferita, che portava ancora addosso i segni profondi dei bombardamenti, tra palazzi crollati e cumuli di macerie. La povertà assoluta mi ha costretto a crescere prima del tempo: a sette anni, la domenica mattina, mi mettevo in coda per ricevere un panino e una scodella di latte dalla beneficenza, e a quell’ età ero già fuori dal sistema scolastico per andare a lavorare. A dieci anni ero ormai un calzolaio finito e guadagnavo persino più di mio padre, che era un modesto operaio. Quel bambino mi ha lasciato in eredità una curiosità insaziabile,
l’ abitudine di guardare la gente negli occhi e ascoltarla per assimilare cultura, uno spirito di ribellione contro la miseria e la certezza che la vita sia fatta di fatica, costruzione e sudore. Chi ha conosciuto la privazione vera non dimentica da dove è partito. Oggi, a 78 anni, entro in azienda con lo stesso identico entusiasmo del primo giorno. Questo docufilm non nasce per celebrare me stesso, ma per trasmettere un messaggio di riscatto ai giovani: tutto è possibile se ci metti il cuore, la passione e se ami profondamente ciò che fai.”“ Fu una straordinaria scommessa, nata da una combinazione di necessità e di intuizione, senza che all’ inizio vi fosse la presunzione di un disegno planetario. Sono convinto che prima di creare qualcosa sia fondamentale immaginarla e visualizzarla chiaramente nella mente. È lo stesso principio del
contadino che acquista un terreno: all’ inizio deve investire sul concime, lavorare sodo e seminare, sapendo che passeranno anni prima di raccogliere i frutti. Nel 1980 Casoria era un territorio strategico, un vero snodo per la Campania, ma era anche un’ arena competitiva difficilissima. Scegliere di posizionarsi lì, in un locale piccolissimo di appena duecento metri quadri e con sette dipendenti, sembrava quasi un azzardo. La verità è che quando abbiamo aperto, lo abbiamo fatto spinti dal bisogno di costruire qualcosa di nostro e dalla voglia di emergere. Il materiale elettrico è stato il mezzo, non il punto di partenza: pensi che all’ inizio io non ne sapessi assolutamente nulla! Ricordo che i primi giorni guardavo gli installatori scegliere i cavi sul bancone e, non conoscendo le normative tecniche, pensavo che preferire
il filo blu a quello marrone fosse solo una questione di gusti estetici. Capii solo in seguito che dietro c’ erano precise regole impiantistiche. Ma una cosa la sapevo fare meglio di chiunque altro: sapevo comprare bene e vendere al prezzo giusto. Nel momento in cui ho compreso il reale potenziale di quel mercato, ho capito di avere tra le mani l’ opportunità della vita e l’ ho cavalcata con una determinazione ferrea, interpretando le richieste dei clienti più velocemente degli altri. Il disegno più grande è venuto dopo, passo dopo passo, quando abbiamo dimostrato che la serietà commerciale e il reinvestimento totale dei guadagni potevano trasformare una piccola realtà locale in un punto di riferimento nazionale.”“ Siamo partiti con piccoli volumi ma con una dote che i nostri concorrenti dell’ epoca non possedevano: una dinamicità e una velocità assolute. Sul territorio operavano realtà decisamente più grandi di noi, che tuttavia non riuscivano a soddisfare in tempo reale le richieste urgenti dei clienti. Noi, al contrario, non avevamo orari, non facevamo pausa pranzo e concentravamo ogni energia sul lavoro, senza alcuna distrazione. Di fronte alla richiesta urgente di un installatore, caricavamo immediatamente il furgone per consegnare la merce a tempo di record. Questa straordinaria reattività commerciale ci ha permesso di accumulare i primi capitali importanti. La vera intuizione, però, è stata non disperdere quel denaro: ogni guadagno veniva sistematicamente reinvestito nell’ attività. Non abbiamo mai sottratto un solo soldo all’ azienda per acquistare una casa al mare o in montagna; possedevamo solo l’ abitazione in cui vivevamo. Questa dedizione assoluta ha cementato un patto di fiducia indissolubile con gli installatori, che hanno trovato in noi un punto di riferimento infallibile.”
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO