l’ ultimo anno di scuola, secondo questa proposta, dovrebbe essere dedicato in larga parte all’ impresa, non per sostituire la didattica ma per integrarla con un affiancamento continuo-“ non ti insegno una cosa sola: guarda tutto quello che facciamo e impara quello per cui sei più portato”. Il secondo strumento è il coinvolgimento dei produttori nei laboratori scolastici, con tecnologie aggiornate periodicamente e tecnici che affiancano docenti e studenti nella formazione su building automation e nuove soluzioni impiantistiche, un modello già sperimentato in alcune |
scuole, soprattutto nell’ ambito termoidraulico e della climatizzazione. Un esempio concreto di modello duale, citato da Macchi, arriva dalle scuole professionali di Bolzano, dove dal secondo anno gli studenti possono scegliere- su base volontaria- di trascorrere quattro giorni alla settimana in azienda e uno, o uno e mezzo, a scuola. Il risultato, racconta Macchi, sono diciassettenni in grado di cablare da soli un quadro elettrico non complesso, semplicemente seguendo lo schema, senza bisogno di supervisione continua: non professionisti autonomi, ma ragazzi che escono |
dal percorso scolastico con competenze operative reali e immediatamente spendibili in azienda.
Dal titolo acquisito al curriculum da dimostrare
Il quarto piano è quello su cui Confartigianato sembra avere le idee più chiare, ed è anche quello più legato al filo condut-
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tore di questo articolo. Il riferimento normativo è il DM 37 / 08, che Mati definisce senza mezzi termini“ bellissimo”: ha imposto al settore una conoscenza normativa che prima non c’ e- ra, costringendo gli installatori a dichiarare esplicitamente la conformità di ciò che realizzano. Ma a quasi vent’ anni dalla sua introduzione, secondo Mati, il decreto“ richiede una revisione |