DAL NORD AL SUD, I RAGAZZI SCELGONO IL LICEO. E IL SETTORE IMPIANTISTICO RESTA A CORTO DI FIGURE QUALIFICATE. MA SECONDO CONFARTIGIANATO LA FORMAZIONE È IL VERO CANTIERE APERTO
FORMAZIONE 39 ve europee sull’ efficienza energetica. Una transizione, ricorda Mati, che porta con sé competenze specifiche che fino a pochi anni fa il settore non sapeva nemmeno di dover acquisire. Sul fronte tecnologico, Mati inquadra il tema anche rispetto all’ intelligenza artificiale: il settore“ si trova con una grossa concorrenza” da tecnologie che ridurranno alcuni lavori, ma gli impianti restano un ambito dove,“ per ora”, la presenza specifica della persona non è sostituibile, semmai coadiuvata. Resta comunque la pressione del mercato: ogni preventivo, anche per lavori apparentemente semplici, porta oggi dentro soluzioni tecnologiche che cinque o sette anni fa non esistevano, e la formazione necessaria per gestirle arriva spesso“ giocoforza”, trascinata dalla domanda più che pianificata per tempo. Su questo terreno, secondo Mati, la piccola impresa artigiana ha un vantaggio competitivo rispetto alla grande industria: dove l’ industria tende a specializzare il singolo lavoratore su un compito, l’ impresa artigiana- per esigenze organizzative prima ancora che per scelta- offre un ventaglio di competenze più ampio, trasferito“ come si farebbe con un figlio”.
La scuola che non tiene il passo
Il secondo nodo riguarda chi, nei prossimi anni, dovrebbe entrare in questo mondo. Macchi parte dai numeri: nel Nord Italia circa il 50 % dei ragazzi, terminate le scuole medie, sceglie un liceo; nel Centro-Sud la quota sale al 60 %. Fa eccezione il Trentino, dove il rapporto si inverte: circa il 40 % sceglie il liceo, mentre quasi il 60 % si orienta verso percorsi tecnico-professionali. La distorsione non è solo numerica: a un calo demografico generale, che riduce la platea complessiva di studenti, si somma un fattore culturale che continua a orientare le famiglie verso il liceo, anche dove un istituto tecnico di qualità garantirebbe un ingresso più rapido nel mondo del lavoro. A complicare il quadro, Macchi segnala anche un“ livellamento
CONFARTIGIANATO IMPIANTI: UNA PRESENZA DI VALORE
Gli impianti elettrici, termici, idraulici diventano sempre più intelligenti e chi si occupa di farli funzionare si adegua. Gli artigiani installatori sono sempre più tecnologici e specializzati per soddisfare le nuove esigenze dei consumatori e anticipare le tendenze di un mercato in profonda evoluzione. In Confartigianato gli impiantisti sono organizzati in 4 Associazioni di mestiere: Elettronici, Bruciatoristi, Elettricisti, Termoidraulici. A cui si aggiunge il presidio delle tematiche proprie dei mestieri degli Ascensoristi, Fumisti e Frigoristi. La categoria Elettricisti è rappresentata dal Presidente Davide Andrea Macchi e dai suoi consiglieri: Antonio Campanella, Francesco Ferruzzi, Herbert Kasal, Michel Khelif, Antonio Montesano, Biagio Rosella Musicò, Giorgio Palozzo, Diego Pastore, Graziano Rigotti, Manolo Tesei, Cristiano Vaccarini. Invece, la categoria Elettronici è guidata da Romano Mati con i consiglieri: Riccardo Belelli, Luciano Cattini, Moreno Favaron, Fabrizio Fontana, Ivan Mussner.
DAL NORD AL SUD, I RAGAZZI SCELGONO IL LICEO. E IL SETTORE IMPIANTISTICO RESTA A CORTO DI FIGURE QUALIFICATE. MA SECONDO CONFARTIGIANATO LA FORMAZIONE È IL VERO CANTIERE APERTO
Davide Andrea Macchi, Presidente Confartigianato Impianti – Categoria Elettricisti verso il basso” nell’ offerta di alcune scuole tecnico-professionali, dove in certi casi il percorso scolastico finisce per funzionare da parcheggio per studenti disorientati più che da palestra di competenze. Il cambio culturale necessario, secondo Macchi, passa dal far percepire che l’ artigiano“ non è un lavoro umile”, ma un mestiere che richiede competenze tecniche e che oggi si svolge, anche nelle imprese più piccole, con tecnologie aggiornate. Un segnale di cambiamento, secondo Mati, arriva da un fronte inatteso: l’ iscrizione crescente a questi indirizzi di studenti di seconda generazione, provenienti da comunità che fino a pochi anni fa non consideravano questi percorsi. È in questo contesto che Mati richiama, parafrasando il CEO di Nvidia Jensen Huang, l’ idea secondo cui“ i miliardari di domani saranno gli idraulici e gli elettricisti”: una battuta, ma non solo, perché quando la domanda di manodopera specializzata supera l’ offerta, il livello economico del settore si alza di conseguenza.
Il modello duale: dall’ aula al cantiere
Sul fronte delle soluzioni concrete, Mati indica due strumenti che potrebbero incidere davvero sul passaggio scuola-lavoro. Il primo è un’ alternanza scuolalavoro che non resti simbolica:
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO