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borato un dataset comparativo sugli incendi domestici di sorgente elettrica nei Paesi UE. Per l’ Italia, riferito al 2018, su 27.773 incendi residenziali totali, quelli con sorgente elettrica accertata o probabile ammontano a 6.943, pari al 25 % del totale. Il White Paper FEEDS“ Residential Electrical Safety – How to Ensure Progress” stima per l’ intera Unione Europea circa 273.000 incendi domestici di sorgente elettrica ogni anno, con 1.000 – 1.200 morti associati e danni economici diretti valutati intorno a 6,25 miliardi di euro. L’ Italia si colloca nella media continentale per incidenza proporzionale di incendi domestici elettrici, con un valore del 25 % che supera significativamente la quota desumibile dalle sole statistiche VVF di prima attribuzione.
Il differenziale di rischio: cinque volte tanto
Il contributo più direttamente operativo proviene dall’ indagine Censis / CNPI del 2011, che ha incrociato lo stato di conformità degli impianti con la tipologia di danno negli incidenti elettrici. Il risultato è netto. Nelle abitazioni con impianti a norma, il 5,7 % degli incidenti elettrici comporta danni alle persone; in quelle con impianti non a norma, la quota sale al 27,7 %. Gli incidenti con danni all’ abitazione passano dal 13,2 % negli impianti conformi al 20,5 % in quelli non conformi. Circa il 9,3 % degli incidenti elettrici domestici sfocia in incendio o principio di incendio. Questi dati misurano l’ effetto concreto della conformità normativa, non una differenza astratta tra impianti certificati e non certificati. È la distanza tra un impianto con messa a terra continua, protezione differenziale funzionante e sezionamento adeguato, e uno con almeno una di queste condizioni assente o degradata.
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I 41.812 incidenti elettrici annui con danni alle persone stimati da Censis- di cui circa 6.526 con ricovero ospedaliero- e i 41.329 con danni all’ abitazione sono distribuiti in modo fortemente non uniforme rispetto a questa variabile. Il costo sociale annuo complessivo degli incidenti elettrici domestici è stimato in 204,5 milioni di euro, con 133,1 milioni a carico delle famiglie e 71,4 milioni a carico del sistema pubblico.
Dalla statistica alle cause tecniche
Il rapporto INAIL“ Gli incendi di origine elettrica – Conoscere il rischio”( 2018) documenta le dinamiche tecniche che conducono dall’ anomalia impiantistica all’ incendio: archi elettrici su connessioni allentate o deteriorate, surriscaldamento di conduttori sovraccaricati, degrado degli isolamenti per invecchiamento o stress termico cumulativo, giunzioni non a regola d’ arte nelle cassette di derivazione. Sono condizioni che si sviluppano in modo silente, senza sintomi visibili, fino all’ evento.
Scenari reali: i precursori che non vengono visti
In un appartamento degli anni‘ 80, una cassetta di derivazione a soffitto alimenta tre circuiti prese. Le giunzioni, realizzate con nastro isolante in fase di primo impianto, non sono mai state revisionate. I cicli termici dovuti al normale utilizzo allentano progressivamente i contatti. Dove il contatto meccanico si riduce, la resistenza di giunzione aumenta. Con un carico di 1.000 W sulla linea, una resistenza aggiuntiva di soli 0,5 Ω sviluppa una potenza dissipata sufficiente, nel tempo e in presenza di materiale isolante degradato, a carbonizzare i materiali circostanti e a produrre un arco intermittente. Questo
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è il meccanismo che il rapporto INAIL identifica come una delle cause principali degli incendi di origine elettrica nelle abitazioni. Un secondo scenario altrettanto ricorrente: in un soggiorno con tre prese a muro, il proprietario gestisce computer, TV, decoder, diffusori e lampade tramite due ciabatte a sei posti, permanentemente in uso. Il carico complessivo supera i 1.500 W su linee e connettori non progettati per uso continuativo. Le prese Schuko delle ciabatte, non fissate alla struttura e soggette a continui innesti e rimozioni, sviluppano resistenza di contatto variabile. Un innesco localizzato in prossimità di arredi infiammabili può evolvere rapidamente senza che nessuna protezione a monte intervenga in tempo utile, perché il |
carico complessivo non supera la soglia di intervento del magnetotermico.
Segnali di criticità da rilevare in sopralluogo
In fase di diagnosi, i seguenti elementi visivi e funzionali indicano condizioni potenzialmente correlate al rischio di incendio e devono essere approfonditi con verifica strumentale:
• Placche o frutti con annerimento intorno agli alveoli o alle viti di fissaggio;
• Odore di bruciato in prossimità del quadro o delle cassette, anche solo intermittente e sotto carico;
• Ronzio o scricchiolio udibile da cassette, quadri o prese durante il funzionamento;
• Cavi con guaina indurita, scre-
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