Giornale dell'Installatore Elettrico Giguno 2026 | Page 33

FOCUS- IMPIANTI RESIDENZIALI 33
borato un dataset comparativo sugli incendi domestici di sorgente elettrica nei Paesi UE. Per l’ Italia, riferito al 2018, su 27.773 incendi residenziali totali, quelli con sorgente elettrica accertata o probabile ammontano a 6.943, pari al 25 % del totale. Il White Paper FEEDS“ Residential Electrical Safety – How to Ensure Progress” stima per l’ intera Unione Europea circa 273.000 incendi domestici di sorgente elettrica ogni anno, con 1.000 – 1.200 morti associati e danni economici diretti valutati intorno a 6,25 miliardi di euro. L’ Italia si colloca nella media continentale per incidenza proporzionale di incendi domestici elettrici, con un valore del 25 % che supera significativamente la quota desumibile dalle sole statistiche VVF di prima attribuzione.
Il differenziale di rischio: cinque volte tanto
Il contributo più direttamente operativo proviene dall’ indagine Censis / CNPI del 2011, che ha incrociato lo stato di conformità degli impianti con la tipologia di danno negli incidenti elettrici. Il risultato è netto. Nelle abitazioni con impianti a norma, il 5,7 % degli incidenti elettrici comporta danni alle persone; in quelle con impianti non a norma, la quota sale al 27,7 %. Gli incidenti con danni all’ abitazione passano dal 13,2 % negli impianti conformi al 20,5 % in quelli non conformi. Circa il 9,3 % degli incidenti elettrici domestici sfocia in incendio o principio di incendio. Questi dati misurano l’ effetto concreto della conformità normativa, non una differenza astratta tra impianti certificati e non certificati. È la distanza tra un impianto con messa a terra continua, protezione differenziale funzionante e sezionamento adeguato, e uno con almeno una di queste condizioni assente o degradata.
I 41.812 incidenti elettrici annui con danni alle persone stimati da Censis- di cui circa 6.526 con ricovero ospedaliero- e i 41.329 con danni all’ abitazione sono distribuiti in modo fortemente non uniforme rispetto a questa variabile. Il costo sociale annuo complessivo degli incidenti elettrici domestici è stimato in 204,5 milioni di euro, con 133,1 milioni a carico delle famiglie e 71,4 milioni a carico del sistema pubblico.
Dalla statistica alle cause tecniche
Il rapporto INAIL“ Gli incendi di origine elettrica – Conoscere il rischio”( 2018) documenta le dinamiche tecniche che conducono dall’ anomalia impiantistica all’ incendio: archi elettrici su connessioni allentate o deteriorate, surriscaldamento di conduttori sovraccaricati, degrado degli isolamenti per invecchiamento o stress termico cumulativo, giunzioni non a regola d’ arte nelle cassette di derivazione. Sono condizioni che si sviluppano in modo silente, senza sintomi visibili, fino all’ evento.
Scenari reali: i precursori che non vengono visti
In un appartamento degli anni‘ 80, una cassetta di derivazione a soffitto alimenta tre circuiti prese. Le giunzioni, realizzate con nastro isolante in fase di primo impianto, non sono mai state revisionate. I cicli termici dovuti al normale utilizzo allentano progressivamente i contatti. Dove il contatto meccanico si riduce, la resistenza di giunzione aumenta. Con un carico di 1.000 W sulla linea, una resistenza aggiuntiva di soli 0,5 Ω sviluppa una potenza dissipata sufficiente, nel tempo e in presenza di materiale isolante degradato, a carbonizzare i materiali circostanti e a produrre un arco intermittente. Questo
è il meccanismo che il rapporto INAIL identifica come una delle cause principali degli incendi di origine elettrica nelle abitazioni. Un secondo scenario altrettanto ricorrente: in un soggiorno con tre prese a muro, il proprietario gestisce computer, TV, decoder, diffusori e lampade tramite due ciabatte a sei posti, permanentemente in uso. Il carico complessivo supera i 1.500 W su linee e connettori non progettati per uso continuativo. Le prese Schuko delle ciabatte, non fissate alla struttura e soggette a continui innesti e rimozioni, sviluppano resistenza di contatto variabile. Un innesco localizzato in prossimità di arredi infiammabili può evolvere rapidamente senza che nessuna protezione a monte intervenga in tempo utile, perché il
carico complessivo non supera la soglia di intervento del magnetotermico.
Segnali di criticità da rilevare in sopralluogo
In fase di diagnosi, i seguenti elementi visivi e funzionali indicano condizioni potenzialmente correlate al rischio di incendio e devono essere approfonditi con verifica strumentale:
• Placche o frutti con annerimento intorno agli alveoli o alle viti di fissaggio;
• Odore di bruciato in prossimità del quadro o delle cassette, anche solo intermittente e sotto carico;
• Ronzio o scricchiolio udibile da cassette, quadri o prese durante il funzionamento;
• Cavi con guaina indurita, scre-
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