FOCUS- IMPIANTI RESIDENZIALI 29
Un impianto degli anni‘ 70 –’ 80, con linee di sezione 1,5 mm ² e protezioni magnetotermiche non coordinate con i carichi attuali, non è dimensionato per gestire questo tipo di utenza in modo continuativo e sicuro. Il punto critico è la sovrapposizione tra carico continuativo della pompa di calore e altri carichi domestici contemporanei su linee non dedicate. In queste condizioni, i conduttori operano in sovraccarico moderato ma costante: non abbastanza da provocare l’ intervento immediato delle protezioni, ma sufficiente a ridurre la vita degli isolamenti e a portare nel tempo a guasti termici. Questo è esattamente il profilo di rischio che la CEI 64-8 nelle sezioni 433 – 434 intende prevenire attraverso il coordinamento tra portata dei conduttori e soglie di intervento delle protezioni magnetotermiche.
Scenario tipico: la PDC su una linea non dedicata
Un appartamento ristrutturato solo nelle finiture- pavimento nuovo, cucina aggiornata, impianto elettrico invariato dagli anni‘ 80- installa una pompa di calore da 5 kW per riscaldamento e raffrescamento. Il collegamento avviene su una linea prese del soggiorno, sezione 1,5 mm ², protetta da un magnetotermico da 10 A già condiviso con altre prese. La PDC assorbe in regime continuativo circa 5 – 6 A, con picchi all’ avvio fino a 12 – 15 A. Il magnetotermico da 10 A interviene in modo intermittente, ma la linea da 1,5 mm ² opera costantemente in condizioni di sovraccarico moderato. Nel giro di mesi, l’ isolamento dei conduttori si degrada per stress termico cumulativo. Non si produce un guasto immediato, ma una vulnerabilità crescente che si manifesta quando un secondo carico- una lavatrice o un forno- entra in funzione contemporaneamente. Questa situazione viola il coordinamento richiesto dalla CEI 64-8 sezioni 433 – 434 e genera un rischio termico che nessuna protezione esistente, dimensionata per l’ impianto originario, è in grado di intercettare in modo efficace.
VALUTAZIONE PRELIMINARE DELL’ IMPIANTO PER NUOVI CARICHI SIGNIFICATIVI
Prima di installare qualsiasi carico continuativo superiore a 2 kW- pompa di calore, punto di ricarica EV, piano a induzione su linea non dedicata- verificare le seguenti condizioni. Ogni voce non soddisfatta richiede intervento preventivo sull’ impianto:
• Sezione dei conduttori esistenti sul percorso previsto: inadeguata se < 2,5 mm ² per carichi fino a 16 A; < 4 mm ² per carichi fino a 25 A;
• Valore nominale della protezione a monte: deve essere coordinato con la sezione del conduttore, non con il carico( CEI 64-8 sez. 433);
• Disponibilità di posizioni libere nel quadro per una protezione dedicata: se assente, il quadro richiede sostituzione o ampliamento prima dell’ installazione;
• Assenza di altri carichi rilevanti sulla stessa linea durante l’ utilizzo del nuovo apparecchio;
• Stato del quadro generale: se saturo, senza schema aggiornato o con conduttori non identificati, l’ intervento sul quadro è condizione preliminare;
• Potenza contrattuale disponibile rispetto al carico totale previsto: un contatore da 3 kW( 13 A monofase) non è compatibile con ricarica EV da 2,3 kW e altri carichi contemporanei;
• Presenza e continuità dell’ impianto di terra sull’ intero percorso della nuova linea.
Quando un impianto non è idoneo per una pompa di calore
Prima di procedere all’ installazione, è bene verificare le seguenti condizioni. In presenza di una o più delle situazioni elencate, l’ impianto richiede un adeguamento preliminare:
• Assenza di una linea dedicata con sezionamento indipendente dal quadro per la PDC;
• Sezione del conduttore inferiore a quella richiesta dalla corrente nominale della PDC, calcolata con il coefficiente di utilizzo appropriato( CEI 64-8 sez. 433);
• Protezione magnetotermica condivisa con altri carichi o sovradimensionata rispetto alla sezione del conduttore a valle;
• Assenza di differenziale dedicato, oppure RCD unico generale per tutta l’ abitazione senza suddivisione;
• Quadro privo di posizioni libere per l’ aggiunta di protezioni dedicate senza ricablatura;
• Sezione dei conduttori esistenti non verificata strumentalmente( spesso 1,5 mm ² su linee originarie);
• Sistema TT senza verifica del coordinamento tra resistenza di terra e corrente di intervento del RCD.
La ricarica EV: il caso più sottovalutato
La ricarica domestica lenta di un veicolo elettrico tramite presa Schuko a 2,3 kW può sembrare un carico gestibile. Lo diventa meno quando si considera la durata: una sessione notturna può estendersi per 8 – 10 ore consecutive, su una linea luce / prese originaria spesso calibrata su sezioni da 1,5 mm ² e protezioni da 10 A. Il box o l’ autorimessa privata sono tra gli ambienti più critici, perché storicamente alimentati da derivazioni minimali delle linee domestiche e raramente oggetto di adeguamento strutturato. L’ Annuario statistico CNVVF 2023 registra 2.192 interventi per incendi ed esplosio-
GIE- IL GIORNALE DELL’ INSTALLATORE ELETTRICO