Giornale dell'Installatore Elettrico Giguno 2026 | Seite 30

30 FOCUS- IMPIANTI RESIDENZIALI
e collegamento al nodo principale dell’ abitazione;
• Per installazioni Mode 3( wallbox): progettazione secondo CEI 64-8 sez. 722 e dichiarazione di conformità ai sensi del DM 37 / 08.
ni in autorimesse private. Questo valore è destinato a crescere proporzionalmente all’ aumento del parco BEV, considerando che il profilo di rischio in questi ambienti- presenza di materiali combustibili, carichi continuativi non sorvegliati, impianti datati- richiede attenzione progettuale specifica.
Scenario tipico: il box auto con derivazione minimale
Un box privato collegato all’ impianto domestico tramite una derivazione da 1,5 mm ² e un magnetotermico da 10 A, installata all’ epoca della costruzione per alimentare una singola presa luce. Il proprietario collega un cavo di ricarica da 2,3 kW alla presa Schuko esistente. La ricarica avviene di notte, per 8 – 10 ore consecutive. La linea opera a circa 10 A continui, al limite nominale della protezione e oltre la portata ammissibile per regime continuativo su un conduttore da 1,5 mm ² in posa interna. Le temperature dei conduttori salgono progressivamente; il connettore Schuko- non progettato per usi continuativi prolungati- sviluppa resistenza di contatto crescente. Il rischio di
innesco è localizzato ma reale, in un ambiente con presenza di materiali combustibili.
Condizioni minime per la ricarica EV in ambito residenziale
L’ installazione di un punto di ricarica domestico, anche in modalità lenta( Mode 2 o Mode 3), richiede le seguenti condizioni minime dell’ impianto di alimentazione( CEI 64-8 sez. 722, CEI EN 61851):
• Linea dedicata dal quadro al punto di ricarica, senza carichi derivati intermedi;
• Sezione del conduttore adeguata al carico in regime continuativo( ≥ 2,5 mm ² per
ricarica a 16 A);
• Protezione magnetotermica coordinata con la sezione del conduttore e la corrente massima di ricarica;
• Interruttore differenziale di tipo A( per correnti di dispersione con componente continua) o tipo B, dedicato al circuito di ricarica;
• Verifica della corrente disponibile dal contatore rispetto al carico aggiunto e agli altri carichi contemporanei;
• Conduttura idonea all’ ambiente( tubo rigido o guaina rinforzata nel percorso in box o autorimessa);
• Verifica della continuità dell’ impianto di terra nel box
Sezioni, protezioni, quadri: la catena da riprogettare
L’ adeguamento di un impianto esistente per sostenere nuovi carichi significativi non è un’ o- perazione lineare. Richiede una valutazione sistematica della catena di distribuzione: dalla fornitura al quadro generale, dal quadro alle linee di derivazione, dalle linee alle protezioni. Il capitolo 37 della CEI 64-8 definisce i livelli impiantistici minimi in funzione della destinazione d’ uso e della dotazione dell’ u- nità immobiliare. Per impianti con pompe di calore, ricarica EV o carichi termici concentrati, il livello base non è sufficiente: occorre progettare linee dedicate, verificare le sezioni esistenti con misure strumentali, riorganizzare il quadro per garantire selettività e suddivisione funzionale dei circuiti. Il contesto di partenza lo definisce un dato dell’ Agenzia delle Entrate su elaborazione 2024: il 53,7 % degli edifici residenziali italiani è stato costruito prima del 1976. Su questi edifici si stanno installando, anche grazie a Ecobonus e Bonus Casa, centinaia di migliaia di pompe di calore e punti di ricarica. La verifica preventiva della compatibilità impiantistica non è un’ opzione accessoria: è la condizione tecnica che distingue un’ installazione eseguita a regola d’ arte da una che trasferisce il rischio dall’ impianto termico all’ impianto elettrico.
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