dati di ubicazione, potenza, numero di punti di ricarica, orari di funzionamento. È trasparenza amministrativa e tracciamento della rete di mobilità. Se rimane privata, la registrazione non è obbligatoria. Rimane |
consigliata per l’ accesso ai dati di consumo energetico e per contribuire al monitoraggio nazionale della transizione. La documentazione da conservare include la dichiarazione di conformità( Decreto |
n. 37 / 2008), le schede tecniche della colonnina fornite dal produttore, la documentazione tecnica rilasciata dal DSO per la connessione alla rete, le fotografie ante / post del cantiere( per eventuali controlli del GSE), e la visura catastale se installata in pertinenza o parcheggi adiacenti.
Il mercato nel 2025: ridisegno degli incentivi e opportunità private
Nel 2025, il PNRR ha operato una riallocazione dei fondi pubblici per le colonnine di ricarica. Una parte consistente dei budget originariamente destinati all’ infrastruttura pubblica è stata spostata verso incentivi per l’ acquisto di veicoli elettrici. L’ effetto è una riduzione della
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copertura pubblica e una maggiore esposizione al mercato privato. Questo significa che gli installatori che riescono a posizionarsi come consulenti per la ricarica domestica e aziendale hanno accesso a un mercato non saturo, dove la qualità della consulenza diventa differenziale. Chi sa raccontare una colonnina smart non come“ un accessorio”, ma come il ponte infrastrutturale tra la pompa di calore e la mobilità elettrica, vende. Il cliente che ricarica il veicolo di notte con tariffe agevolate( ore 22:00 – 7:00) trova che l’ auto gli costa quasi nulla in energia. Se la pompa di calore scalda di giorno con fotovoltaico e l’ auto ricarica di notte con la rete, l’ equilibrio energetico domestico diventa razionale e il ROI tracciabile. |