Nel 2026, il Conto Termico 3.0 non è più un’ opzione marginale o un bonus relegato ai margini della conversazione energetica italiana. È diventato la spina dorsale della transizione energetica del Paese. Il Decreto Ministeriale del 7 agosto 2025 ha segnato un cambio di paradigma radicale: non si parla più di detrazioni sparse e frammentate, ma di erogazione diretta di contanti da parte del GSE, senza mediazione bancaria, senza dichiarazioni dei redditi, senza la burocrazia asfissiante che caratterizzava i sistemi precedenti. Per coloro che operano nel settore dell’ impiantistica e dell’ efficienza energetica, questo significa che il cliente non ha più alibi. Non può dire“ aspetto, rimando a quando ho più chiarezza sulla documentazione”. Se il bonus è diretto e arriva in tempi ragionevoli, la decisione diventa puramente economica e razionale. Un investimento in una pompa di calore di buona qualità oscilla tra gli 8.000 e i |
12.000 euro. Il Conto Termico rimborsa tra i 5.000 e i 6.500 euro. La differenza, quella che il cliente paga di tasca sua, viene ammortizzata in quattro o cinque anni solo con la ridu- |
zione della bolletta invernale. Non è magia, è semplicemente un’ equazione che torna. Questo non è un cambio di policy, è una rivoluzione della domanda. |
La mappa delle opportunità: chi vince, e come
La figura dell’ installatore ha iniziato una trasformazione che il Conto Termico 3.0 accelera e
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