Giornale dell'Installatore Elettrico Feb/Mar 2026 | Page 55

CONTO TERMICO 3.0 53
sivi moderati richiede almeno 300-500 lux, mentre un’ area di deposito può necessitare solo 100-150 lux. Il progettista( o il tecnico abilitato che assevera l’ intervento) deve verificare che il nuovo sistema LED, con la sua nuova disposizione, geometria e potenza, mantenga o migliori i livelli di illuminamento ante-operam. Errore comune: installare LED ad altissima efficienza ma senza eseguire calcoli fotometrici, scoprendo che alcuni locali risultano sottoilluminati. Per gli ambienti residenziali, il decreto accetta come criterio minimo la condizione ante-operam: se prima c’ era sottodimensionamento, il nuovo sistema può mantenerlo( purché certificato). Negli edifici terziari( uffici, negozi, strutture ricettive), la situazione è più ristretta: il nuovo sistema deve comunque rispettare i criteri vigenti della norma UNI EN 12464-1.
Spese ammissibili e documentazione
Le spese ammissibili comprendono la fornitura e messa in opera dei sistemi LED, l’ adeguamento dell’ impianto elettrico( inclusa la messa a norma), e lo smontaggio dei vecchi sistemi
. Le prestazioni professionali per i calcoli illuminotecnici sono ammissibili. La documentazione richiesta è robusta: relazione tecnica con calcoli fotometrici, tabella riepilogativa dei corpi illuminanti ante / post con marca, modello, flusso luminoso, efficienza, CRI e potenza assorbita, fotografie dettagliate dei locali prima e dopo, e schede tecniche delle lampade installate. Questo livello di documentazione è essenziale perché il GSE, nella verifica, controllava se il nuovo sistema rispetta effettivamente i requisiti dichiarati. Una lampada che dichiara 80 lm / W ma è stata installata in modo incoerente con i calcoli può generare un controllo e potenziale decadenza dell’ incentivo.
Integrazione con Building Automation
L’ illuminazione LED raggiunge il suo potenziale massimo quando integrata con sistemi di controllo automatico( sensori di luminosità naturale, sensori di occupazione, dimmerazione intelligente). Il Conto Termico 3.0 incentiva questa integrazione come parte dell’ intervento II. F( Building Automation). Combinando LED con automazione,
l’ edificio non solo riduce la potenza installata, ma ottimizza dinamicamente la potenza erogata in base alla luce naturale e alla presenza di persone. In uno spazio con finestre, questo può portare a risparmi aggiuntivi del 30-50 % rispetto al solo retrofit LED passivo.
Calcolo dell’ incentivo
L’ incentivo per LED è il 40 % delle spese ammissibili, fino a un massimo di 140 €/ m ² per la sostituzione di corpi illuminanti completi, o 35 €/ m ² per la sostituzione di sole lampade. Per un ufficio di 200 m ² con spese totali di 5.000 €, l’ incentivo sarebbe 2.000 €( 40 %), fermo restando il massimale per superficie. La durata è di 5 anni, con pagamento in rate annuali costanti( o unica soluzione se inferiore a 15.000 €).
Errori comuni e opportunità
Un errore frequente è sottovalutare l’ importanza del progetto illuminotecnico. Installer meno consapevoli sostituiscono le lampade senza verificare i livelli di illuminamento post-operam, generando ambienti poco funzionali nonostante i risparmi
energetici. Oppure scelgono lampade con CRI basso per ridurre costi, compromettendo la qualità della luce( soprattutto critico in ambienti commerciali, dove la resa cromatica influisce sulla percezione dei colori). Un’ opportunità sottoutilizzata è l’ abbinamento con ricondizionamento di impianti, in particolare in edifici con sistemi elettrici datati. Se l’ impianto ante-operam ha quadri sovraccarichi o cablaggio insufficiente, le spese di adeguamento rientrano tra le ammissibili, rendendo l’ intervento più completo e con maggiori prospettive.
Prospettiva futura
Mentre i LED tradizionali raggiungono la maturità, emergono opportunità con sistemi intelligenti( LED con colore dinamico, controllo individuale per ogni apparecchio, integrazione con IoT). Il Conto Termico incentiva la Building Automation, promuovendo edifici dove l’ illuminazione non è più un sistema passivo, ma parte di un ecosistema integrato che risponde alle condizioni ambientali, ai ritmi circadiani, e ai consumi di energia dell’ edificio complessivo.
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