MERCATO 27
Uno sguardo al futuro: i target 2030
La strada verso la transizione energetica è ancora lunga. Se confrontiamo i 17,4 GWh attuali con gli obiettivi del PNIEC( Piano Nazionale Integrato per l’ Energia e il Clima) per il 2030, che punta a un totale di 71,5 GWh di storage, appare chiaro che il ritmo delle installazioni dovrà accelerare nei prossimi anni. Lo scenario per i sistemi di accumulo potrebbe cambiare perché è correlato allo sviluppo delle fonti rinnovabili. Attualmente, il segmento Utility Scale ha superato i 6,9 GWh di capacità, ma le proiezioni indicano la necessità di una crescita esponenziale per garantire il raggiungimento della soglia settoriale prefissata di 50 GWh.
Il presente delle rinnovabili, la sfida del futuro: tra ambizioni e realtà
In definitiva, il 2025 può essere archiviato come un anno di transizione in chiaroscuro. Se da un lato la produzione consolidata conferma il ruolo centrale delle rinnovabili nel mix energetico nazionale, il rallentamento del 17 % nelle nuove installazioni rappresenta un segnale d’ allarme legato a colli di bottiglia autorizzativi e a un
sistema infrastrutturale ancora poco flessibile. Il percorso verso il 2030 appare oggi estremamente sfidante. Gli obiettivi del PNIEC impongono quasi il raddoppio della potenza installata da FER, un traguardo difficilmente raggiungibile senza una decisa accelerazione. La sfida si estende in modo ancora più marcato allo stoccaggio: in cinque anni la capacità di accumulo dovrà crescere dagli attuali 17,5 GWh ai 71,5 GWh previsti dal PNIEC. Una trasformazione che richiede investimenti in infrastrutture di taglia industriale e una pianificazione coordinata che il Ministero dell’ ambiente e della sicurezza energetica e Terna stanno attuando. In questo contesto, le fonti rinnovabili rappresentano l’ u- nica risposta immediatamente disponibile per garantire sicurezza energetica, decarbonizzazione e competitività. Efficientarne al massimo lo sviluppo e l’ integrazione nel sistema elettrico è quindi una necessità strategica, affinché le FER continuino a essere il presente e il futuro del mix energetico italiano, in attesa che nuove tecnologie come il nucleare possano trovare spazio in un orizzonte temporale compatibile con le esigenze del Paese.