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hanno segnato rispettivamente-3 % e-6 % rispetto al 2024.
Analisi geografica: la sfida delle“ Aree Idonee”
L’ Italia ha centrato l’ obiettivo nazionale: a novembre 2025 la potenza installata nel Paese ha raggiunto i 24.142 MW, superando il target di 23.287 MW con un margine positivo di + 855 MW. Purtuttavia il risultato complessivo nasconde profonde differenze territoriali: il Lazio si conferma il motore principale di questa crescita, avendo installato 1.315 MW oltre il proprio obiettivo, seguito da
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Lombardia(+ 682 MW) e Piemonte(+ 362 MW). Tra le regioni con la peggior performance la Sardegna(-360 MW), la Calabria(-329 MW) e la Basilicata(-207 MW). |
L’ impatto sul mercato elettrico e il PUN
L’ andamento del mercato elettrico italiano nel 2025 conferma un livello dei prezzi dell’ energia ancora elevato. Il Prezzo Unico Nazionale si è attestato su una media annua di circa 116 €/ MWh, valori ben superiori a quelli registrati negli altri mercati europei. Eolico, fotovoltaico ed idroelettrico rappresentano l’ 86 % della
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produzione rinnovabile, ma nella maggior parte delle ore dell’ anno non sono queste tecnologie marginali che determinano il prezzo in borsa elettrica. Il prezzo dell’ e- nergia elettrica continua ad essere influenzato dalle fonti convenzionali, che purtroppo determinano prezzi elevati. In questo contesto si inserisce una recente tendenza: l’ orientamento degli investimenti verso impianti fotovoltaici ed eolici di taglia Utility Scale, considerati gli unici in grado di incidere in modo significativo sul prezzo medio nazionale. Tali impianti, infatti, presentano |
costi di produzione dell’ energia nettamente inferiori rispetto alle installazioni di piccola dimensione e consentono di aumentare la disponibilità di energia a basso costo sul mercato. Nelle aste di fine 2025 bandite dal GSE il prezzo medio ponderato dell’ energia offerto dagli impianti fotovoltaici è stato di poco inferiore a 57 €/ MWh(-50 % rispetto ai 116 €/ MWh del PUN Index), mentre quello degli impianti eolici poco meno di 73 €/ MWh(-37 % rispetto ai 116 €/ MWh del PUN Index). La disponibilità di sistemi di accumulo potrà incidere sui costi dell’ energia consentendo alle FER di influenzare la formazione dei prezzi di mercato in tutte le ore dell’ anno, con l’ auspicio che ne possa beneficiare il sistema elettrico. Nel breve e medio periodo, la riduzione strutturale del prezzo dell’ energia in Italia passa quindi dall’ accelerazione sugli impianti rinnovabili di grande scala e dalla loro piena integrazione nel sistema elettrico, a meno che non si intervenga sui meccanismi di funzionamento di formazione dei prezzi per valorizzare i bassi prezzi dell’ energia prodotta dalle fonti rinnovabili rispetto alle fonti convenzionali. In un orizzonte più ampio, il dibattito su ulteriori tecnologie di generazione( come il nucleare) potrà affiancarsi a questo percorso, senza sostituire il ruolo centrale delle fonti rinnovabili e dei sistemi di accumulo.
Orizzonte 2030: i target del PNIEC
Nonostante i progressi, il confronto con i target del Piano Nazionale Integrato per l’ Energia e il Clima( PNIEC) evidenzia la necessità di un’ accelerazione decisa. Entro il 2030, la potenza totale da FER dovrà raggiungere i 131.285 MW, quasi il 60 % in più rispetto ai 82.252 MW in esercizio a Novembre 2025.
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