11. Come si presenta, oggi, davanti alla santa Genitrice del Figlio di Dio, nel suo Santuario di Fatima, Giovanni Paolo II, successore di Pietro e continuatore dell ' opera di Pio, di Giovanni e di Paolo, e particolare erede del Concilio Vaticano II? Si presenta a rileggere con trepidazione quella chiamata materna alla penitenza e alla conversione: quell ' appello ardente del Cuore di Maria che si è fatto sentire qui, a Fatima, sessantacinque anni fa. Sì, lo rilegge con il cuore amareggiato, perché vede quanti uomini, quante società e quanti cristiani siano andati nella direzione opposta a quella indicata dal messaggio di Fatima. Infatti il peccato ha guadagnato un forte diritto di cittadinanza e la negazione di Dio si è diffusa nelle ideologie, nelle concezioni e nei programmi umani! E proprio per questo l ' invito evangelico alla penitenza e alla conversione, espresso con le parole della Madre, è ancora attuale. Più attuale anche di sessantacinque anni fa. E persino più urgente. Perciò tale invito diventa anche l ' argomento del prossimo Sinodo dei Vescovi, l ' anno venturo, Sinodo per il quale ci stiamo già preparando. Il successore di Pietro si presenta qui anche come testimone delle immense sofferenze dell ' uomo, come testimone delle minacce quasi apocalittiche, che incombono sulle nazioni e sull ' umanità. E cerca di abbracciare queste sofferenze con il proprio debole cuore umano, mentre si pone proprio di fronte al mistero del Cuore: del Cuore della Madre, del Cuore Immacolato di Maria. Grazie a queste sofferenze, con la consapevolezza del male che dilaga nel mondo e minaccia l ' uomo, le nazioni e l ' umanità, il successore di Pietro si presenta qui con una grandissima fede nella redenzione del mondo, fede nell ' Amore salvifico che è sempre maggiore, sempre più forte di ogni male. Così, se da un lato il cuore si stringe per il senso del peccato del mondo come pure per la gamma di minacce, che aumentano nel mondo, dall ' altro lato lo stesso cuore umano si dilata nella speranza realizzando ancora una volta quanto hanno già fatto i miei Predecessori: consacrare e affidare il mondo al Cuore della Madre, affidargli specialmente quei popoli che ne hanno particolarmente bisogno. Questo atto equivale a consacrare e ad affidare il mondo a Colui che è Santità infinita. Questa Santità significa redenzione, significa amore più forte del male. Mai nessun " peccato del mondo " può superare questo Amore.
Ancora una volta. Infatti l ' appello di Maria non è soltanto per una volta. Esso è aperto alle nuove generazioni, perché venga ascoltato secondo i sempre nuovi " segni dei tempi ". Si deve ritornare incessantemente a esso. Va ripreso sempre di nuovo.
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