Explore France 2020 | Page 60

Com’è il suo rapporto con Ducasse? All’inizio ho dovuto capire cosa volesse esattamente, il mio dessert ai cachi non lo convinceva, poi ne è diventato un fautore. Lui mi ha fatto togliere tutto: lo zucchero, la crema, la mousse, per lavorare solo il prodotto. Ducasse è un visionario, la naturalità è il suo credo, in pasticceria come in cucina. Cioccolato artigianale, neve di cereali tostati e pepe del Sichuan © P. Monetta Mele di Yannick Colombie affumicate ai tralci di vite, noci, uva, gelato © P. Monetta Pagina 58 E le sue origini hanno segnato il suo percorso? Quanto è influenzata la sua pasticceria dalla regione delle Landes? Nella mia ricerca del prodotto spesso ritorno nelle Landes, dove ci sono, ad esempio, una decina di grandi produt- tori di miele fra cui posso scegliere. E ho ancora nella memoria il profumo del pane. Per i miei genitori il pane è sa- cro, e io spero prima o poi di preparare un dessert a base di pane. Intanto, ho messo in carta, rivisitato con l’aggiunta di fragole disidratate, il miasson, il dolce tipico delle mie parti, che mia nonna preparava tutte le domeniche: un dolce semplicissimo, uova, farina, zucchero e latte. Semplicità, naturalità, una pasticceria che rispetta il gusto, l’ambiente e la natura. Una pasticceria di cui domina perfettamente la tecnica, mescolando con audacia gusti, texture e aromi, gio- cando con l’amaro e con l’acidità: le sue creazioni sono atipiche, una sorta di trait d’union fra cucina e pasticceria classica. Come conferma il suo dessert- signature, quello che Ducasse all’inizio non apprezzò: cachi al naturale gelati, noci fresche e vino di cinorrodo. “In ogni mio dessert racconto una storia, e sono sempre alla ricerca di novità”. La desseralité di Jessica Préalpato è davvero la nuova visione della pastic- ceria del futuro.