banca
Il mondo dell’ istruzione era meno accessibile: le scuole superiori e l’ università erano frequentate da pochi e il lavoro rappresentava spesso una priorità imposta da esigenze familiari ed economiche. La comunicazione avveniva attraverso radio, televisione in bianco e nero e telefono fisso: strumenti limitati, ma sufficienti a una vita piena e relazioni solide. La famiglia rappresentava il nucleo centrale della società. L’ anziano era una figura rispettata, raramente affidata a strutture assistenziali. Il valore della persona risiedeva più in ciò che era, anche per la sua autorevolezza, che in ciò che possedeva, anche se per i ricchi o ricchissimi, da sempre, la vita si presentava, almeno in apparenza, meno in salita. Se confrontiamo il mondo bancario e finanziario e la sua evoluzione, alla luce di alcuni recenti avvenimenti, si nota che in più casi si è forse smarrita la loro funzione originaria e cioè sostenere l’ economia reale. Le Borse valori sono nate ed avevano il solo scopo di favorire il risparmio, la crescita e la capitalizzazione delle imprese produttive, ora si sono talmente evolute che la speculazione spesso ha preso il sopravvento. Poi è arrivata l’ era digitale, Internet, e poi ancora l’ intelligenza artificiale, il mito degli influencer e della ricchezza facile, la finanza creativa e talvolta spregiudicata. Un cambiamento rapidissimo che ha ridefinito la società, talvolta accentuandone l’ individualismo. Chi non ha vissuto quel passato potrebbe sorridere, liquidando queste riflessioni come nostalgia. Non è così. È un confronto tra epoche, un’ analisi di un tempo recente e straordinario, con luci e ombre. Meglio oggi? Per certi aspetti sì. Ma occorre recuperare equilibrio e senso critico. Le nuove tecnologie e gli strumenti finanziari possono migliorare la qualità della vita e delle relazioni, se usati con misura e responsabilità. Tuttavia, assistiamo a un indebolimento dell’ etica pubblica, del senso civico e lavorativo, aggravato dalla scarsità di buoni esempi da parte di chi riveste ruoli di guida. Il lavoro, fonte di dignità personale, rischia di essere sempre più subordinato al capitale, quest’ ultimo sovente utilizzato in modo squilibrato e improprio. In questo contesto, le Casse Rurali Trentine sono ancora un esempio virtuoso: fedeli alla loro missione di vicinanza alle persone ed al territorio, resistono ancora oggi alle spinte omologatrici che rischiano di snaturarne l’ identità. E questo grazie anche alla loro natura di cooperative che si ispirano ai principi di mutualità, tradizione, valore sociale e solidaristico. Un mondo, quello cooperativo ed in particolare quello del Credito Cooperativo, che va rafforzato, che merita sempre più attenzione e rappresenta un sistema di gestione delle risorse straordinario. La nostra generazione ha vissuto una stagione irripetibile. Il compito di oggi è trasmettere alle nuove generazioni non soltanto il ricordo di ciò che è stato, ma soprattutto la consapevolezza che il progresso non può prescindere dall’ etica, dal senso del dovere e dal rispetto reciproco. La correttezza e il rispetto non si apprendono sui libri: si trasmettono attraverso l’ esempio, la coerenza professionale e un’ educazione improntata alla rettitudine.
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