Dialogo n. 02-2025_web | Page 20

territorio
è d’ obbligo ricordare ciò che lui ha fatto per la sua terra. Egli affitta dal Comune di Arco seicento ettari di terreno improduttivo, di pietraie e le bonifica a proprie spese, dando lavoro a decine di persone e i fianchi verdi delle nostre montagne testimoniano adesso quest’ impresa. Vicino al ponte sulla Sarca realizza le Officine Caproni, strutturate in modo moderno. Da quello stabilimento uscirà il“ Capriolo”, moto che all’ e- poca vinceva trofei e gare nazionali e internazionali. Pensa anche ad una produzione alternativa con il Calzaturificio e poi con la Resina. Erano tanti, tanti posti di lavoro, famiglie che tornavano a vivere decorosamente. Realizza anche un grande stabilimento a Gardolo. Finanzia la costruzione della Scuola Materna di Massone; acquista la villa de Angelini per farne la sede della Scuola Elementare per i bambini di Massone, San Martino e Moletta. Con il fratello Federico dona il terreno su cui verrà realizzato il campo sportivo della Società Stivo. Sono segni concreti della sua generosità che durano nel tempo. Gianni Caproni e i suoi famigliari vengono ricordati alle nuove generazioni agli alunni di quinta elementare in visita al Bosco Caproni, percorrendo i sentieri che lui, bambino, aveva risalito per raggiungere Carobbi. Ogni anno è una grande lezione di ecologia, nel ricordo dell’ uomo che piantava gli alberi. Gianni Caproni è stato un imprenditore illuminato ed attento ai problemi sociali a cui ha cercato di dare una risposta. La lezione morale che con la sua opera consegna anche a noi è quello di fare il bene non perché se ne trae frutto( morale o materiale che sia), ma farlo perché semplicemente lo si ritiene giusto, perché lo hanno dettato la mente, il cuore e soprattutto la coscienza, insomma fare il bene per il bene.
In alto, Gianni Caproni con la moglie Timina a Massone( 1937);
a destra, tavolata per l’ inaugurazione ufficiale dei rimboschimenti avviati in località Laghel( 1944);
qui sotto, le Officine Caproni a Prabi.
20