cultura
noscimento ufficiale tuttora custodito nell’ archivio accademico. Da quel momento l’ Accademia otteneva la facoltà di fregiarsi del titolo di‘ Imperial-regia’ e di aggiungere all’ impresa * l’ aquila bicipite degli Asburgo. Nel 1754 dall’ unione fra Bianca Laura Saibante e Giuseppe V. Vannetti nasceva Clementino, eletto socio all’ età di sedici anni e segretario perpetuo dell’ Accademia nel 1776 a soli ventidue anni. Esperto latinista, cultore della tradizione latina e toscana, traduttore e scrittore apprezzato, intrecciò rapporti epistolari con Vincenzo Monti, Ippolito Pindemonte, Antonio Cesari e Melchiorre Cesarotti e ottenne una reputazione di alto profilo presso i migliori centri del sapere della penisola. La morte prematura di Clementino Vannetti nel 1795 e gli avvenimenti bellici che causarono frequenti mutamenti di regime produssero un declino dell’ Istituzione che riprese la sua attività solo 15 anni dopo durante il regno italico che fece di Rovereto la sede di una viceprefettura. Se il Settecento fu il secolo dei Saibante-Vannetti, l’ Ottocento lo fu di Antonio Rosmini, affiliato all’ Accademia nel 1813, che con precoce sensibilità culturale arricchì con dissertazioni e saggi le tornate accademiche. Al Rosmini si attribuiscono, secondo la testimonianza di Francesco Paoli, le nuove Costituzioni del 1823, che pur conservando la clausola dell’ autonomia, si proponevano di regolamentare l’ attività dell’ istituto in modo più strutturato rispetto al primo meccanismo statutario che prevedeva l’ istituzione di un consiglio accademico composto dall’ agiatissimo- è questo l’ appellativo tradizionale che spetta al presidente-, dal segretario e da due revisori. Dopo la sua morte nel 1855 l’ Accademia contribuì a difendere le opere di Antonio dalle censure inflitte dall’ istituzione ecclesiastica e nel 1879 lo proclamò Presidente onorario perpetuo.
I PATRIMONI DELL’ ACCADEMIA
La collezione artistica
L’ insieme della raccolta include quasi mille opere, dal XVI secolo ai giorni nostri, tra dipinti ad olio, opere su carta, sculture, opere di grafica e medaglie. I fondi sono così suddivisi: Donazione Alvise Comel con opere giovanili di Tiella, Depero, Wenter-Marini, Luciano Baldessari e altri, Fondo antico con opere giunte fra il XVIII e XIX secolo, Donazione Luigi Ratini, Fondo XX secolo, Lascito Tullio Fait con opere di Roberto‘ Iras’ Baldessari, Donazione Leonardi-Casetti, Donazione Michelotti con dipinti di Giacomo Vittone, Donazione Remo Wolf, Fondo Corrente con opere di artisti realizzate dopo il 2000. A seguito degli accordi presi dopo il 1993 tra l’ Accademia e il Comune di Rovereto, le opere di proprietà della prima sono gestite dal Comune di Rovereto, che si è assunto l’ incarico di tutelarle e di valorizzarle, compito che è stato delegato al Museo Civico. Attualmente quasi tutte le opere sono conservate nel caveau del MART, solo alcune sono rimaste presso la sede accademica. Nel 2023 il Consiglio accademico ha dato incarico al dott. Dario De Cristofaro di procedere a una nuova inventariazione numerata, secondo i suggerimenti della Soprintendenza ai Beni artistici, e alla predisposizione di un sito che accoglie immagini digitalizzate e schede corredate da metadati per consentire la consultazione per autore, per periodo, per tecniche adottate. Il progetto si concluderà nel 2026, ma già ora si possono visitare i fondi già digitalizzati all’ indirizzo collezione. agiati. org.
La Biblioteca degli Agiati
In seguito alla Convenzione siglata nel 1993 tra l’ Accademia e il Comune di Rovereto le raccolte librarie sono consegnate alla Biblioteca civica che provvede alla catalogazione dei fondi bibliografici, frutto di nuove donazioni, e ne garantisce la fruizione pubblica e gratuita.
16