cultura
Valle Laghi. Il nuovo magazzino realizza-
to a Pietramurata è il segno più tangibile
di questo cammino verso interessi ed
agire comuni.
Antiche e nuove strade
Un altro “sistema” di unione fra i due
territori sono ovviamente le vie di co-
municazione. Un’immagine storica delle
“antiche strade” è la mappa che il gene-
rale Vendôme, nell’estate del 1703, fece
disegnare per indicare i due tracciati che
il suo esercito avrebbe percorso per rag-
giungere Trento e stringerla d’assedio.
La strada che passava da Ceniga, Dro,
Pietramurata e Sarche viene indicata
come “grand chemin de Trente”, mentre
quella che collegava Dro a Drena, Ca-
vedine e Madruzzo viene segnata come
“petit chemin de Trente”, la piccola stra-
da che porta verso Trento. Lungo quelle
strade si mosse l’esercito francese, por-
tando morte e distruzione.
Quella che ora viene chiamata strada
statale 45 bis è frutto, in parte, di un impegno gigantesco
che le comunità locali, verso la metà dell’Ottocento, affron-
tarono per tracciare la cosiddetta “strada delle Marocche”.
Un’iscrizione su un grande masso in prossimità della pesci-
In alto la mappa con disegnati i due percorsi compiuti dalle truppe del generale
Vendôme nell’estate del 1703 (SHAT, Castello di Vincennes, Parigi, L.I.B. 802);
qui sotto la strada che collega il Basso Sarca alla valle di Cavedine e al monte
Bondone sale lungo il mare sassoso delle Marocche, sovrastata dal castello di
Drena (foto Davide Turrini).
coltura al 46° parallelo latitudine nord ri-
corda la realizzazione di un primo tronco
di strada: «Qui dove trascorreva il Sarca,
auspice Lotario conte de Terlago I.R. Ca-
pitano circolare e la Deputazione strada-
le presieduta da Gioachino de Negri da
Arco, questa mole eresse a pubblica via
l’anno 1842 Giacomo Trenti Modris da
Dro imprenditore di questo tronco».
Ed un’altra strada in tempi più recen-
ti è stata tracciata per collegare le rive
del Garda al monte Bondone. Un primo
progetto venne elaborato nel 1906 con
la “Concorrenza stradale Dro-Drena-Ca-
vedine”. Nel 1955 sono stati avviati altri
lavori che, dopo quasi trent’anni, si sono
conclusi nel novembre del 1984 quando
è stata ufficialmente inaugurata la strada
che, attraversando sinuosamente il de-
serto sassoso delle Marocche, sale verso
Drena, attraversa la piana del territorio
di Cavedine e poi sale nuovamente verso
Lagolo e le Viotte del Bondone.
Questa arteria stradale, che aveva come
finalità prioritaria quella di collegare due zone di grande va-
lenza turistica (il Garda e il monte Bondone), in effetti è ser-
vita soprattutto per facilitare i collegamenti valle di Cave-
dine - Drena - Basso Sarca, in funzione sia del pendolarismo
verso le zone industriali di Arco e di Riva che della fruizione
di pubblici servizi.
Modifiche al territorio
La storia offre una fitta documentazione che evidenzia i
tanti collegamenti fra i territori che ora sono di competenza
dell’ampliata Cassa Rurale Alto Garda. Fino a tutto il Me-
dioevo, ad esempio, la zona di Pietramurata era soggetta
alle frequenti piene del fiume Sarca. All’inizio del XIV seco-
lo sulla cima rocciosa di un dosso venne edificata una tor-
re, la torre di Guaita, e poi, lì accanto, sorsero alcune case;
nacque così Pietramurata, «mansus Predæ Muratæ in loco
dicto Sarca». Il maso apparteneva ai signori di Nanno che
lo avevano ottenuto dai Madruzzo. Successivamente, nel
1452, questa proprietà venne ceduta al vescovo di Trento.
Nei primi anni del Cinquecento si stabilì a Pietramurata ser
Guglielmo Travaia originario di Cavedine, ma le terre del
maso sarebbero rimaste in gran parte incolte se non fos-
sero sopraggiunte, a partire dal 1541, le radicali bonifiche
volute da Gian Gaudenzio Madruzzo, il padre del cardinale
Cristoforo Madruzzo. Il fiume Sarca venne costretto entro
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