dialogo aprile 2017 Dialogo_Aprile2017 | Seite 25

cultura Valle Laghi. Il nuovo magazzino realizza- to a Pietramurata è il segno più tangibile di questo cammino verso interessi ed agire comuni. Antiche e nuove strade Un altro “sistema” di unione fra i due territori sono ovviamente le vie di co- municazione. Un’immagine storica delle “antiche strade” è la mappa che il gene- rale Vendôme, nell’estate del 1703, fece disegnare per indicare i due tracciati che il suo esercito avrebbe percorso per rag- giungere Trento e stringerla d’assedio. La strada che passava da Ceniga, Dro, Pietramurata e Sarche viene indicata come “grand chemin de Trente”, mentre quella che collegava Dro a Drena, Ca- vedine e Madruzzo viene segnata come “petit chemin de Trente”, la piccola stra- da che porta verso Trento. Lungo quelle strade si mosse l’esercito francese, por- tando morte e distruzione. Quella che ora viene chiamata strada statale 45 bis è frutto, in parte, di un impegno gigantesco che le comunità locali, verso la metà dell’Ottocento, affron- tarono per tracciare la cosiddetta “strada delle Marocche”. Un’iscrizione su un grande masso in prossimità della pesci- In alto la mappa con disegnati i due percorsi compiuti dalle truppe del generale Vendôme nell’estate del 1703 (SHAT, Castello di Vincennes, Parigi, L.I.B. 802); qui sotto la strada che collega il Basso Sarca alla valle di Cavedine e al monte Bondone sale lungo il mare sassoso delle Marocche, sovrastata dal castello di Drena (foto Davide Turrini). coltura al 46° parallelo latitudine nord ri- corda la realizzazione di un primo tronco di strada: «Qui dove trascorreva il Sarca, auspice Lotario conte de Terlago I.R. Ca- pitano circolare e la Deputazione strada- le presieduta da Gioachino de Negri da Arco, questa mole eresse a pubblica via l’anno 1842 Giacomo Trenti Modris da Dro imprenditore di questo tronco». Ed un’altra strada in tempi più recen- ti è stata tracciata per collegare le rive del Garda al monte Bondone. Un primo progetto venne elaborato nel 1906 con la “Concorrenza stradale Dro-Drena-Ca- vedine”. Nel 1955 sono stati avviati altri lavori che, dopo quasi trent’anni, si sono conclusi nel novembre del 1984 quando è stata ufficialmente inaugurata la strada che, attraversando sinuosamente il de- serto sassoso delle Marocche, sale verso Drena, attraversa la piana del territorio di Cavedine e poi sale nuovamente verso Lagolo e le Viotte del Bondone. Questa arteria stradale, che aveva come finalità prioritaria quella di collegare due zone di grande va- lenza turistica (il Garda e il monte Bondone), in effetti è ser- vita soprattutto per facilitare i collegamenti valle di Cave- dine - Drena - Basso Sarca, in funzione sia del pendolarismo verso le zone industriali di Arco e di Riva che della fruizione di pubblici servizi. Modifiche al territorio La storia offre una fitta documentazione che evidenzia i tanti collegamenti fra i territori che ora sono di competenza dell’ampliata Cassa Rurale Alto Garda. Fino a tutto il Me- dioevo, ad esempio, la zona di Pietramurata era soggetta alle frequenti piene del fiume Sarca. All’inizio del XIV seco- lo sulla cima rocciosa di un dosso venne edificata una tor- re, la torre di Guaita, e poi, lì accanto, sorsero alcune case; nacque così Pietramurata, «mansus Predæ Muratæ in loco dicto Sarca». Il maso apparteneva ai signori di Nanno che lo avevano ottenuto dai Madruzzo. Successivamente, nel 1452, questa proprietà venne ceduta al vescovo di Trento. Nei primi anni del Cinquecento si stabilì a Pietramurata ser Guglielmo Travaia originario di Cavedine, ma le terre del maso sarebbero rimaste in gran parte incolte se non fos- sero sopraggiunte, a partire dal 1541, le radicali bonifiche volute da Gian Gaudenzio Madruzzo, il padre del cardinale Cristoforo Madruzzo. Il fiume Sarca venne costretto entro 25