Fabio Ciriachi, Bretagna - Bruxelles
anche l’intima natura, non meno distruttiva di quell’acqua che, per tra-
dizione, si accolla il ruolo della sfida mancata, dell’occasione persa.
Ma anche: la stazione di Brest ricorda la poppa di una nave; ovvero quella
parte dove, nello spingersi verso un lontano d’acqua da cui non si è certi
di tornare, fino all’ultimo è possibile vedere la terra rimpicciolirsi e spa-
rire, con sentimenti che a nessuno, salvo ai naviganti superstiti, è dato
conoscere”.
Frammento numero 4, sul TGV Brest-Parigi: “Il problema ulteriore di
entrare in una toilette dopo un maiale è di esserlo considerato da chi vi
entra dopo di voi”.
Frammento numero 5, sul TGV in arrivo alla Gare Montparnasse:
“Quattro ore e mezza di TGV: malgrado la prima classe, niente connes-
sione. Tutto vi appare più sporco e fragile di come lo ricordavo. Le bri-
ciole sul sedile lasciate da chi mi ha preceduto, il gabinetto con poca
acqua per lo sciacquone e per il lavabo, l’aria del controllore dimessa
come la sua divisa. Forse esagero, ma è così che mi appare, anche se mi
piacerebbe constatare il contrario. E tuttavia, almeno, in perfetto orario”.
Frammento numero 6, Gare du Nord: “Gesticolare? Oh, certo. Il teatro
del corpo con le mani attive protagoniste? Sì, perché no, ma... Ecco, mi
piacerebbe anche, di tanto in tanto, non sempre, per carità, una quieta
compostezza, un quasi fermo, un’eleganza che si esprima con meno di
minimi cenni, solo l’energia dell’intenzione, come se una luce appena
ariosa sortisse là dove il moto rinuncia e lascia che la volontà si perfezioni
chiara, invisibile”.
Frammento numero 7, alys Parigi - Bruxelles: “Di nuovo, come tre
anni fa, passando per Parigi il senso di angoscia alla prospettiva di vi-
verci, la certezza, nel caso, di non saper dove andare, dove mettermi, dove
sbattere la testa. E non c’entrano i soldi, ché anche l’accoglienza più con-
fortevole mi ispira rifiuto. Cosa ho visto traversandola da una stazione
all’altra, tre anni fa in taxi col rischio di perdere il treno per Bruxelles, e
oggi in metro, con tutto il tempo a disposizione? Da cosa proteggevo
Alessandro, nelle undici fermate sulla linea numero 4, direzione Porte
de Glignancourt? Da cosa difendevo me, proteggendo Alessandro?”.
Frammento numero 8, Bruxelles, avenue des Héros, 23 agosto, mat-
tina: “Curvato dagli anni, fermo sulla parte di marciapiede prospiciente
la sua casa, un pullover blu elettrico da far sembrare l’età quasi lieve, il