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Cristiana Danila Formetta, La numero nove disposto a farlo. Lei ci nutre, ci consola, e ci dà tanti bei vestiti per salvare le apparenze. In cambio dobbiamo solo ascoltare e obbedire, e soprat- tutto fare un bel sorriso. Sempre. «Sorridi bellezza» dico allo specchio, prima di uscire dallo spoglia- toio. Sono l’ultima in ordine di tempo. La più giovane. La peggio truccata. Le altre ragazze hanno già preso posto, disposte in fila ordinata. In tutto siamo dodici. Ognuna di noi indossa un kimono di seta di colore diverso, e fa bella mostra di sé davanti al cliente speciale di Madame. Io mi si- stemo nell’unico spazio libero della fila, quello tra la ragazza numero quattro e la numero sette. Non conosco i loro nomi perché così vuole Madame. Siamo tutte misteriose e bellissime, specialmente la quattro e la sette. Per questo nessuna ragazza vuole mettersi accanto a loro, per non sfigu- rare. Io sono la ragazza numero nove, quella con il kimono turchese. Sono anche l’ultima arrivata e non vado a genio a nessuno, ma pazienza. Non sono qui per stringere amicizie ma per fare un po’ di soldi. E questa sera mi sento particolarmente fortunata. «Via il kimono» ordina Madame. Dalla fila si leva un fruscio di seta, e uno dopo l’altro tutti i kimono ca- dono giù. Restiamo nude davanti all’uomo mentre Madame gli porge un astuc- cio di pelle che somiglia al menù di un ristorante di lusso. Lui comincia a sfogliarlo, e ogni tanto getta uno sguardo nella nostra direzione. Ha una calvizie incipiente, e a occhio gli do sui sessanta, forse anche ses- santacinque anni. Con dispiacere noto che ha il vizio di inumidirsi il pol- lice prima di girare le pagine, ed è un sollievo vederlo fermarsi a indicare un punto preciso di quel particolare menù. Madame allora gli bisbiglia qualcosa all’orecchio. «È la prima volta» dice. Poi aggiunge a voce più alta: «Costa di più». Il cliente speciale reagisce come se gli avessero rivolto un’offesa e di- venta paonazzo. Ma si tratta di un trucco naturalmente, un’astuzia di Madame per co- stringere il paperone a pagare anche il doppio pur di dimostrare a lei e al mondo intero che se lo può permettere. E il trucco funziona alla grande. L’uomo estrae dalla tasca della giacca un libretto degli assegni, ne strappa uno e ci mette sopra una cifra esagerata. Poi con un gesto di sfida