Critica Massonica N. 0 - gen. 2017 | Page 97

Antistènes Oristoi

Lessing, tolleranza e altri valori 1

Con l’ affermarsi delle idee illuministiche tra gruppi sempre più ampi di intellettuali europei molte parole e concetti cambiarono significato o si arricchirono di nuove valenze semantiche e alla fine del XVIII secolo consolidarono dei significati diversi rispetto al passato. Quando una parola cambia significato e viene condivisa si ha la tendenza a considerare l’ ultimo significato come sempre esistente, inoltre accade che presso certi gruppi chiusi si conino significati diversi da quelli utilizzati all’ esterno del gruppo senza che questo abbia un rilievo iniziatico. Ciò che si deve considerare è che nell’ epoca dell’ Illuminismo non fu la Massoneria a dare speciali significati a certe idee ma il contrario, furono le idee illuministiche, del mondo profano, a influenzare il modo di pensare dei Massoni. ciò non stupisce pensando che le logge settecentesche non erano ambiti esclusivi, come nel secolo precedente ma aperte agli influssi più riformatori della società. Il loro valore culturale era appunto dato da questa apertura agli apporti innovativi dell’ intellighenzia più avanzata. Gli intellettuali“ massonizzati” portavano dunque dentro le logge concetti e idee che non appartenevano allo sviluppo naturale della Massoneria, sempre che questa fosse in grado di crearli al proprio interno. Allo stesso tempo, essendo diventata un movimento di grande sviluppo in tutta Europa e anche fuori essa fu il più potente veicolo di distribuzione delle idee illuministiche e c’ è da chiedersi se senza la Massoneria queste idee si sarebbero affermate con uguale rapidità e ampiezza. Lessing fu il più famoso Aufklärer, parallelamente a Kant, cioè della corrente illuministica tedesca con aspirazioni più culturali che politiche e l’ impegno culturale lo travasò ampiamente nel suo pensiero massonico. L’ idea di tolleranza in Lessing se per un verso richiama il valore illuministico, in lui assume significati più complessi. La sua visione della tolleranza, espressa in tante sue opere ammirabili, in primis nel Nathan, non appare come causa del positivo convivere sociale, in realtà la tolleranza è una conseguenza di un ben più elevato valore universale, quello dell’ uguaglianza. Solo in nome di un’ uguaglianza tra tutti gli uomini è concepibile il valore della tolleranza, in altri termini quest’ ultima è effetto operativo della prima. La tolleranza è un valore“ civile” di cambiamento che non è traducibile in termini iniziatici. Ogni tentativo di spiegarlo
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La lettura di alcuni articoli su Lessing editi e inediti di Francesco Angioni mi ha suggerito le seguenti considerazioni
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