secondo modalità massoniche non può fare riferimento a delle condizioni iniziatiche; è avvalorabile quindi solo con costrutti logici che fanno parte del modo di pensare del mondo civile o profano. Ad ogni modo questo e altri concetti similari sono entrati nel lessico del mondo massonico, specialmente di tradizione francese, facendoli diventare delle“ virtù” costitutive del fare Massoneria. Nei rapporti tra Massoni che si sentono Fratelli la tolleranza è inutile, non serve perché i rapporti sono già strutturati nella forma del rispetto reciproco. Il valore conseguente alla Fratellanza non è la tolleranza ma il rispetto. La tolleranza è il valore del civis, cioè del cittadino che opera bene nella società e che chiede e offre tolleranza agli altri cives, cioè persone d’ identico valore sociale, altra cosa è il rispetto iniziatico fondato sulla Fratellanza, prima che sull’ uguaglianza. Lo stretto legame tra i due valori, tolleranza e uguaglianza, seppure con precisata priorità dell’ una sull’ altra, assume in ambito massonico, sempre per Lessing, un significato speciale.
Nessun commentatore dei suoi dialoghi massonici ha rilevato che la parola“ tolleranza” non appare mai e la cosa dovrebbe stupire giacché questo fu un tema principe in molte sue opere letterarie; si sono invece voluti intendere alcuni suoi passaggi nei dialoghi massonici che senza dubbio implicano l’ idea di uguaglianza come riferimenti al concetto di tolleranza. Nulla di più sbagliato. Nella loro sensibilità culturale Lessing, Herder, Goethe e Fichte, solo per citare i più noti, non parlano, o lo fanno di sfuggita, del concetto di tolleranza in senso massonico. Lessing nel suo stesso capolavoro Nathan, che con una certa superficialità viene considerato il capolavoro della letteratura tedesca sulla tolleranza, dimostra, con il suo fondamentale richiamo alla legenda dei tre anelli, che i diversi e contrastanti personaggi sono legati non dal tollerarsi l’ un l’ altro e non dalla richiesta di rispetto della propria diversità, ma dal fatto che essi sono uguali.
Questa è la fondamentale affermazione di Lessing, la tolleranza nasce non dal rispetto delle diversità, ma dalla vidimazione dell’ uguaglianza tra gli uomini. Solo gli uguali possono essere reciprocamente tolleranti. Ogni forma di tolleranza tra disuguali che affermano la propria disuguaglianza si riduce a vaneggiamento idealistico.
Per Lessing i valori cono concretezze realizzabili e non affermazioni astratte di principi che nel confronto con la realtà si frantumano in speculazioni tomistiche. I valori sono razionalizzazioni derivanti da concrete analisi della realtà agente e non ideali fumosi. Essendo ogni valore sotto l’ imperio del valore principe dell’ uguaglianza essi non possono essere sottomessi alle contingenze storiche, civili, politiche e quindi ogni abuso in nome di un valore è da rifiutare. Questa era la logica che divideva profondamente, come a dire l’ epocale differenza, che Lessing mette tra Aufklärung e Lumières francese.
Certamente non era solo differenza sua, ma di tutto il pensiero illuministico tedesco,
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