Critica Massonica N. 0 - gen. 2017 | Page 103

assicurare, se non in via di utopico principio, la felicità dei cittadini altrettanto la Massoneria subordinata alle contingenze socioculturali non può assicurare al suo interno i valori che predica. La fratellanza massonica si rivela dunque come un valore, che come tutti i valori si scontra da perdente con la realtà; in più, essendo un valore subordinato ha poche possibilità di affermazione se quello primario non si realizza.
Il terzo valore tanto declamato in certe istituzioni massoniche è quello della libertà, anche esso da chiarire. Per molti esso deriva dalla dichiarazione che per diventare Massoni si deve essere uomini liberi. Quando una persona è libera ne viene che c’ è libertà. Ma siamo nel XVII e XVIII secolo, epoca nella quale lo schiavismo e il servaggio erano pratica sociale ben codificata. Lo schiavo e il servo non possono disporre di scelte proprie, di libertà del proprio agire. Per questo in quell’ epoca non potevano entrare nelle logge. La libertà è una condizione anch’ essa incatenata a quella dell’ uguaglianza; un servo o uno schiavo non sono uguali a un libero. Il ricordo delle antiche corporazioni confermava che solo gli uomini liberi potevano esserne membri. Uno schiavo può essere fratello di un altro schiavo ma non di un libero cittadino, dunque ancora una volta la condizione essenziale è quella dell’ uguaglianza.
In tutte le sue opere drammaturgiche Lessing presenta personaggi che sono uguali e liberi e alcuni che ne hanno la consapevolezza sono anche tolleranti. Nel Nathan il cristiano che polemizza con il mussulmano e l’ ebreo non è libero nella sua essenza perché è schiavo delle sue convinzioni. Ma anche i suoi personaggi femminili che si sacrificano in nome della propria libertà stanno dichiarando la volontà d’ essere uguali e non subordinati. Nei suoi dialoghi massonici due personaggi si parlano da uguali e le differenze tra loro sono solo quelle dell’ esperienza e delle conoscenze. Ma quando uno dei due, Ernst, fa la sua esperienza massonica rimane turbato. La Massoneria non è quella che lui pensava che fosse e rimbrotta il suo mentore, Falk, di non averlo avvisato, di avergli nascosto la formalità massonica. dal secondo dialogo inizia il difficile percorso di perfezionamento / conoscenza( Bildung), lo scontro dialettico tra forma e sostanza, tra la concretezza dell’ essere e l’ astrazione dell’ essenza della Massoneria, che forse nella visione lessinghiana è tra“ essere” ed“ essenza” tout court. Solo chi s’ impadronisce di questa essenza e la fa essere una sua prassi di percorso massonico può dirsi di essere un vero Massone.
Lessing assieme a tanti altri illuministi, come Voltaire, Rousseau e altri, non era un tollerante. Si battevano caparbiamente e con toni ora sbeffeggianti o sarcastici e ora rissosi contro il senso comune, l’ appiattimento del buon pensare, la subordinazione alle idee( ideologie) altrui, il detto dagli antichi e dunque vero; avevano ben precisa la differenza tra valore e comportamento di relazione sociale. In questo tra loro erano degli uguali.
Se la libertà non è concatenata all’ uguaglianza è una parola alla quale si può dare ogni significato, fino al punto che si può pretendere la propria libertà d’ agire e pensare
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