CLIMA IMPIANTI_Settembre 2026 | Page 29

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“ In questo contesto, gli strumenti digitali e, più recentemente, l’ intelligenza artificiale rappresentano un fattore abilitante di straordinaria importanza. Consentono di elaborare grandi quantità di dati, simulare scenari, ottimizzare le soluzioni progettuali e rendere più efficiente il processo decisionale.“ Tuttavia, l’ innovazione tecnologica non può sostituire il giudizio del progettista. Ogni fase del progetto richiede competenze, esperienza, capacità critica e conoscenza del contesto, elementi che derivano dalla pratica professionale e dalla memoria storica maturata nel tempo. Il rischio, altrimenti, è quello di affidarsi a strumenti estremamente potenti ma privi della sensibilità necessaria per interpretare la complessità delle situazioni reali.“ La vera sfida consiste quindi nell’ integrare le potenzialità dell’ intelligenza artificiale con il patrimonio di conoscenze e di esperienza del progettista, trovando un equilibrio che permetta di coniugare innovazione, affidabilità e qualità del risultato finale”.
Che cosa intende più precisamente?“ Il punto di partenza della progettazione non è il software, ma la definizione dell’ obiettivo da raggiungere. Gli strumenti digitali consentono di elaborare le informazioni, ma è la qualità dei dati iniziali a determinare la qualità del progetto. Per questo è fondamentale partire da un’ analisi accurata dello stato di fatto, ad esempio attraverso una fotografia delle condizioni energetiche esistenti, e comprendere con precisione le esigenze applicative.“ In questo processo il committente riveste un ruolo centrale, perché è il soggetto che conosce meglio il funzionamento dell’ edificio, del ciclo produttivo e delle attività che vi si svolgono. Il nostro approccio progettuale punta quindi a trasformare il patrimonio di conoscenze del committente in un elemento integrante del progetto, così da sviluppare soluzioni realmente aderenti alle esigenze operative e capaci di generare valore nel tempo”.
Una progettazione partecipata“ Certamente. Oggi non può più esistere una separazione tra chi progetta e chi utilizzerà l’ opera una volta realizzata. La progettazione deve essere un processo condiviso, nel quale il committente partecipa attivamente alla definizione degli obiettivi e delle soluzioni. Il compito del progettista non è solo individuare la risposta tecnica più efficace, ma anche renderla comprensibile, spiegando il valore delle scelte effettuate e mettendo il committente nelle condizioni di valutare consapevolmente ciò che sta realizzando e verificare che il risultato sia pienamente coerente con le proprie esigenze e aspettative”.
Ben vengano dunque i software, ma par di capire che a monte ci deve essere un dialogo molto forte che determina le caratteristiche, le esigenze del progetto“ Più che uno stile di relazione con il cliente, è un principio metodologico e, per certi aspetti, anche deontologico. Gli strumenti digitali sono fondamentali, ma possono produrre risultati affidabili solo se alimentati da dati corretti e da una conoscenza approfondita del contesto in cui l’ impianto dovrà operare.“ Un esempio è rappresentato dagli interventi sugli edifici scolastici finanziati dal PNRR. Una scuola non ha un’ occupazione costante durante l’ anno e questo incide direttamente sui carichi termici e frigoriferi. Di conseguenza, il dimensionamento degli impianti non può basarsi esclusivamente sulla potenza di picco, ma deve considerare anche i reali profili di utilizzo dell’ edificio, così da individuare la soluzione più efficiente sotto il profilo energetico e gestionale.“ Lo stesso principio vale per gli edifici industriali: comprendere come gli spazi vengono realmente utilizzati è indispensabile per progettare impianti adeguati, evitando sovradimensionamenti, sprechi energetici e costi di esercizio non necessari. In questo senso, il dialogo con il committente rappresenta una componente essenziale del processo progettuale”.
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