CLIMA IMPIANTI_Settembre 2026 | Page 30

INTERVISTA • GIANFRANCO AUTORINO
E di conseguenza quali sono il compito e il valore del progettista?“ Il valore del progettista non risiede semplicemente nella capacità di utilizzare un software, ma nella competenza con cui raccoglie, interpreta e traduce i dati di partenza. La qualità del progetto dipende dalla correttezza degli input inseriti nei modelli di calcolo, informazioni che possono essere acquisite solo attraverso un confronto approfondito con chi conosce realmente l’ edificio, il processo produttivo e le modalità di utilizzo degli spazi”.
Quindi la determinante della qualità è la pertinenza della domanda fatta al software?“ Esattamente. Anche il software più evoluto restituisce risultati affidabili solo se riceve dati corretti e coerenti con la realtà. In assenza di un input qualificato, è possibile ottenere calcoli impeccabili dal punto di vista tecnico, ma non necessariamente un progetto capace di rispondere alle reali esigenze del committente. Il ruolo del progettista è proprio quello di interpretare, anche nelle loro componenti implicite, le esigenze del cliente e tradurle in soluzioni progettuali integrate, orientate alla massima efficienza, alle prestazioni e alla sostenibilità nel tempo”.
La normativa spinge l’ evoluzione tecnologica delle macchine verso l’ utilizzo di refrigeranti a basso impatto ambientale, ma con caratterizzazioni più impegnative in termini di sicurezza: quanto deve essere costruita la sensibilità sul tema della sicurezza nel mondo della progettazione?“ La sicurezza è un requisito imprescindibile della progettazione e deve essere considerata sin dalle prime fasi dello sviluppo dell’ impianto. Un progetto può essere estremamente efficiente sotto il profilo energetico, ma se non soddisfa i requisiti di sicurezza perde il suo valore applicativo. L’ impiego di refrigeranti naturali, come l’ R290, rappresenta un’ importante opportunità perché offre prestazioni energetiche superiori e un ridotto impatto ambientale. Tuttavia, queste tecnologie richiedono una maggiore attenzione nella progettazione, nell’ installazione e nella gestione dell’ impianto. Se i rischi vengono correttamente valutati e mitigati attraverso adeguate misure tecniche e organizzative, questa evoluzione costituisce un percorso necessario verso una maggiore sostenibilità”.
Ma ad oggi mancano riferimenti precisi per effettuare questo lavoro di valutazione del rischio …” È vero. Per favorire una diffusione sicura di queste tecnologie sarà necessario definire un quadro di riferimento più organico, attraverso linee guida, circolari tecniche e indicazioni condivise da parte degli organismi normativi e delle autorità competenti. La transizione sarà inevitabilmente graduale e dovrà essere accompagnata da regole chiare per la progettazione, l’ installazione e la manutenzione degli impianti, oltre che da un’ adeguata attività di formazione e divulgazione rivolta agli operatori del settore. Parallelamente, rimane centrale la valutazione del rischio, che compete al datore di lavoro attraverso il Documento di Valutazione dei Rischi( DVR), strumento indispensabile per verificare che le condizioni di esercizio siano compatibili con i requisiti di sicurezza previsti dalla normativa”.
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