FOCUS • SOFTWARE
Figura 6- Flusso open BIM: dal modello architettonico al modello analitico di calcolo e ritorno, tramite formato aperto IFC. Il dato viaggia in formato aperto, senza reinserimenti manuali
percentuale di involucro trasparente( nel secondo). Per chi progetta, questo significa ricalcolare le verifiche con parametri nuovi. I software di verifica legislativa vengono quindi aggiornati per applicare automaticamente il regime corretto in funzione della data del titolo abilitativo, evitando errori di transitorio. Il secondo provvedimento è il D. Lgs. 5 / 26, pubblicato il 20 gennaio 2026 e in vigore dal 4 febbraio, con obblighi operativi dal 3 agosto. È il recepimento della direttiva RED III sulle fonti rinnovabili e modifica il preesistente D. Lgs. 199 / 21. Per gli edifici, il decreto ridisegna gli obblighi di copertura da FER, estendendoli oltre le nuove costruzioni e il concetto di“ ristrutturazione rilevante”, che viene superato. Rientrano ora anche le ristrutturazioni importanti di primo e secondo livello e gli interventi di ristrutturazione dell’ impianto termico. La verifica della quota rinnovabile( già oggi parte integrante del calcolo energetico) diventa così un passaggio obbligato in molti più cantieri e la sua gestione automatica nel software( bilancio tra fabbisogni e produzione da pompe di calore, solare termico e fotovoltaico) assurge così a requisito sempre più cruciale. Sullo sfondo resta il recepimento della direttiva EPBD IV( UE 2024 / 1275, la cosiddetta“ case green”), con la scadenza del 29 maggio 2026: edifici a emissioni zero, standard minimi di prestazione, passaporto di ristrutturazione. Il suo recepimento nazionale non è ancora stato perfezionato ed occorreranno, presumibilmente, gradualità ed equilibrio. Il messaggio per il progettista è tuttavia chiaro: il quadro delle verifiche continuerà ad evolvere
e l’ aggiornamento tempestivo degli strumenti di calcolo rappresenta, tanto più in tale contesto, la prima forma di tutela professionale.
COME IMPATTA LA VENTILAZIONE SUL CALCOLO ENERGETICO Nel bilancio termico di un edificio la ventilazione impatta sotto forma di coefficiente di scambio( H ve
), proporzionale alla portata di aria esterna immessa. Ogni metro cubo orario di aria da riscaldare, dalla temperatura esterna alla temperatura interna, corrisponde a circa 0,34 Wh per ogni grado di differenza. In un edificio poco isolato, tale contributo rappresenta una voce secondaria. Negli involucri più performanti, contraddistinti da trasmittanze molto basse, la ventilazione ha invece un peso maggiore, arrivando a incidere per circa il 30-50 % delle dispersioni totali. Paradossalmente, più l’ involucro migliora, più il progetto della ventilazione diventa un fattore dominante della prestazione. Le leve progettuali sono note, ma vanno quantificate correttamente. La ventilazione meccanica controllata con recupero di calore ad alta efficienza abbatte la quota di fabbisogno associata al rinnovo dell’ aria. Il free cooling e la sovraventilazione notturna riducono i carichi estivi, sfruttando l’ aria esterna. Il controllo a portata variabile, in funzione dell’ occupazione o della CO 2
, evita di trattare aria non necessaria. Il metodo orario è qui decisivo. Aspetti quali i profili di portata variabili( ora per ora), il bypass stagionale del recuperatore e i carichi latenti dell’ aria di rinnovo rappresentano dinamiche rilevanti, che il metodo
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