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evolve, il modello energetico si aggiorna di conseguenza senza necessità di ripetere l’ input, preservando i dati impiantistici già inseriti. In direzione opposta, i risultati e i componenti d’ impianto possono tornare al coordinamento, per le verifiche interdisciplinari e la gestione delle interferenze. Due avvertenze pratiche. La prima: la qualità del calcolo dipende da quella del modello importato. Un IFC modellato senza regole( spazi non definiti, elementi sovrapposti) genera più lavoro di correzione di quanto ne risparmi. È quindi essenziale concordare a monte requisiti informativi e livelli di fabbisogno informativo( LOIN) secondo la UNI EN 17412 e la serie UNI 11337. La seconda, il BIM non sostituisce il giudizio del termotecnico: automatizza il trasferimento del dato, non la sua interpretazione.
IL NUOVO QUADRO NORMATIVO: IL D. M. 28.10.25 E IL D. LGS. 5 / 26 Gli ultimi mesi hanno consegnato ai progettisti due provvedimenti destinati a incidere in profondità sulla pratica quotidiana. Il primo è il D. M. 28.10.25, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 5 dicembre 2025, che aggiorna il decreto requisiti minimi del 26 giugno 2015. Si applica ai titoli abilitativi richiesti dal 3 giugno 2026, mentre per quelli anteriori restano valide le regole previgenti. Le novità non sono di dettaglio. L’ edificio di riferimento( il gemello convenzionale rispetto al quale si verificano gli indici di prestazione e altri parametri energetici) include ora anche i ponti termici, precedentemente esclusi, con verifiche più realistiche e in generale più coerenti. Tutte le grandezze di calcolo si riferiscono alle superfici esterne lorde. La verifica di trasmittanza termica viene rimodulata. In caso di ristrutturazione importante di 2 ° livello è prevista una doppia verifica, sia sulla trasmittanza media, comprensiva dei ponti termici, sia su quella utile, senza cioè considerare i ponti termici. In caso di riqualificazione energetica, è invece prevista solo la verifica sulla trasmittanza utile. I valori limite sono definiti dall’ appendice B al decreto( tabulati o calcolati, a seconda che si tratti di trasmittanza utile o media). Anche la verifica del coefficiente medio globale di scambio termico per trasmissione( H’ T
) viene revisionata. In particolare, per le ristrutturazioni importanti di 2 ° livello viene eliminata. Per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni importanti di 1 ° livello viene invece rimodulata e affinata, ridefinendo i valori limite in base alla zona climatica e al rapporto di forma dell’ edificio( nel primo caso) o alla
Figura 5- Firma energetica di progetto e reale: retta di correlazione tra potenza e temperatura esterna derivata dal calcolo e confronto con i punti di monitoraggio in esercizio
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