CLIMA IMPIANTI_Settembre 2026 | Page 17

its • hvac dei locali, elaborate dal motore di calcolo energetico, diventano automaticamente l’ input per il dimensionamento dei terminali di emissione. Le portate di questi ultimi alimentano il calcolo delle reti, le cui perdite di carico guidano, di conseguenza, la selezione delle pompe in centrale. Ogni modifica al modello( una stratigrafia diversa, un serramento più performante, una destinazione d’ uso che cambia) si propaga in cascata su tutti gli elaborati, eliminando la principale fonte di errore dei flussi tradizionali: il reinserimento manuale dei dati tra un calcolo e l’ altro. Non meno importante è la funzione di archivio: librerie di materiali, componenti certificati dai produttori, profili di utilizzo standardizzati, coerenza tra i dati prestazionali e quelli richiesti dalle metodologie di calcolo. Il progettista non parte mai da un foglio bianco, ma da data base validati e aggiornati in funzione delle revisioni normative.
CALCOLO DELLE POTENZE INVERNALI ED ESTIVA: METODO MENSILE E ORARIO Il primo bivio metodologico riguarda la distinzione tra potenza ed energia. La potenza di progetto serve a dimensionare generatori e terminali e si valuta in condizioni convenzionali( di picco). Per il calcolo invernale il riferimento è tradizionalmente costituito dalla norma UNI EN 12831-1, che definisce il carico termico come somma delle dispersioni, per trasmissione e ventilazione, alla temperatura esterna di progetto, con eventuale sovrapotenza di ripresa in caso di funzionamento intermittente. Per il calcolo estivo il metodo storico è invece il Carrier- Pizzetti, che valuta ora per ora, nel giorno tipo di progetto, gli apporti solari attraverso le superfici( vetrate e opache), gli apporti interni e i contributi di ventilazione, distinguendo quota sensibile e latente. Concetto differente è il fabbisogno di energia, che si valuta su base stagionale o annuale. In particolare, il metodo mensile delle UNI / TS 11300 esegue un bilancio termico per ogni mese dell’ anno, con valori medi di temperatura e irraggiamento: è robusto, consolidato e resta il riferimento per la maggior parte dei calcoli regolamentari( vincolati cioè da prescrizioni legislative), non cogliendo però per sua natura determinati aspetti, quali le dinamiche giornaliere dell’ edificio, i profili di occupazione, l’ effetto dell’ inerzia termica sulla gestione intermittente. Il metodo dinamico orario, disciplinato della UNI EN ISO 52016-1, supera questi limiti, risolvendo il bilancio termico dell’ edificio per tutte le 8.760 ore dell’ anno, con un modello resistenza-capacità per ciascun elemento dell’ involucro. I software più evoluti implementano entrambi gli approcci( mensile, secondo UNI / TS 11300, e orario, secondo UNI EN ISO 52016-1, comprensiva delle
Figura 3- Flusso di progetto di un impianto ITS / HVAC e funzioni software a supporto di ciascuna fase
specificazioni fornite dall’ appendice nazionale) consentendo al progettista di scegliere il metodo in funzione dell’ obiettivo, oltreché di applicare le valutazioni orarie anche alla determinazione delle potenze, invernali ed estive, in alternativa ai metodi tradizionali. Il metodo orario dà il meglio di sé dove quello mensile è strutturalmente debole: il raffrescamento( dominato da dinamiche giornaliere di sole e apporti interni), gli edifici non residenziali( caratterizzati da profili di utilizzo discontinui), la valutazione di strategie come il free cooling notturno o lo sfruttamento dell’ inerzia termica( figura 4). La possibilità di confrontare i due metodi sullo stesso modello, senza dover ripetere l’ inserimento dei dati, è uno dei vantaggi più concreti offerti dagli strumenti attuali.
LA FIRMA ENERGETICA DI PROGETTO Tra gli strumenti di sintesi più efficaci messi a disposizione dal calcolo va annoverata la firma energetica, vale a dire la rappresentazione, su un piano cartesiano, della potenza termica richiesta dall’ edificio, in funzione della temperatura esterna. In condizioni di regime la relazio-
www. infoimpianti. it CLIMA IMPIANTI 17