CLIMA IMPIANTI_Marzo 2026 | Page 55

LA DISTRIBUZIONE DEI FLUIDI TERMOVETTORI COMPRENDE LE LINEE DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO A SERVIZIO DEI FAN COIL, LE LINEE CALDO E FREDDO PER LE UNITÀ DI TRATTAMENTO ARIA E UNA LINEA REFRIGERATA DEDICATA AGLI IMPIANTI DI PROCESSO
its • hvac laboratori, risolvendo puntualmente le interferenze con le altre reti impiantistiche e con le attrezzature di processo. Questa configurazione consente di mantenere la modularità degli spazi laboratoristici e garantisce la possibilità di future implementazioni o riconfigurazioni, nel rispetto dei limiti funzionali del sistema aeraulico. Il sistema di ventilazione è stato dimensionato per soddisfare le richieste di installabilità espresse dal Dipartimento, assicurando al contempo adeguate prestazioni di esercizio. Per ciascun modulo laboratorio è prevista l’ installazione fino a tre cappe chimiche, con portata massima pari a 1.500 m ³/ h e minima di 300 m ³/ h, oltre a tre bracci aspiranti con portata unitaria di 120 m ³/ h. A livello di piano è possibile installare fino a 30 cappe, mentre il sistema complessivo consente di gestire fino a 100 cappe, 100 bracci aspiranti e 100 armadi ventilati. Le velocità dell’ aria adottate in fase di progetto sono pari a circa 4 m / s per le canalizzazioni interne ai laboratori e 7 m / s per i montanti esterni, valori ritenuti compatibili con la destinazione d’ uso degli ambienti e condivisi nelle fasi di coordinamento, in modo da garantire un corretto compromesso tra ingombri, rumorosità ed efficienza del sistema.
LA DISTRIBUZIONE DEI FLUIDI TERMOVETTORI COMPRENDE LE LINEE DI RISCALDAMENTO E RAFFRESCAMENTO A SERVIZIO DEI FAN COIL, LE LINEE CALDO E FREDDO PER LE UNITÀ DI TRATTAMENTO ARIA E UNA LINEA REFRIGERATA DEDICATA AGLI IMPIANTI DI PROCESSO
REGOLAZIONE E AUTOMAZIONE DEGLI IMPIANTI A SERVIZIO DEI LABORATORI DI RICERCA La regolazione e il controllo degli impianti a servizio dei laboratori sono stati realizzati mediante un sistema di Building Management System Siemens – Smart Infrastructure, configurato per garantire il mantenimento continuo delle condizioni di sicurezza, comfort e funzionalità richieste dagli ambienti di ricerca. L’ architettura di controllo è strutturata su più livelli, con una supervisione centrale e una regolazione locale distribuita, in grado di rispondere in modo rapido alle variazioni di carico tipiche degli spazi laboratoristici. Il funzionamento dei moduli tipici di laboratorio è gestito attraverso Quadri di Regolazione di Piano collegati in bus al sistema BMS. Ciascun modulo è controllato secondo tre modalità operative principali: funzionamento normale, funzionamento ridotto e cappe spente. In regime normale, durante le ore di occupazione, il sistema garantisce ricambi d’ aria pari a 6 vol / h, modulabili fino a 8 vol / h in funzione dell’ attivazione delle cappe chimiche e delle aspirazioni localizzate, mantenendo una depressione controllata dell’ ordine di – 5 Pa rispetto ai corridoi. In regime ridotto, tipico delle ore notturne o di non occupazione, le portate vengono ridotte fino a 3 vol / h, senza mai interrompere il funzionamento degli impianti, così da preservare la corretta direzionalità dei flussi d’ aria. La regolazione delle portate di mandata e ripresa è affidata a regolatori VAV, mentre le aspirazioni localizzate di armadi ventilati e bracci flessibili sono gestite tramite dispositivi CAV. Le cappe chimiche sono dotate di regolatori VAV dedicati, che modulano la portata di estrazione in funzione dell’ altezza del saliscendi frontale, mantenendo costante la velocità di sicurezza a 0,5 m / s sul fronte aperto. I segnali di feedback delle cappe, acquisiti dal sistema di supervisione, consentono il bilanciamento automatico delle portate di mandata e ripresa dell’ ambiente, evitando squi-
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