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VII oppure VIII della comunicazione della Commissione 2014 / C 207 / 02. Nel caso di impianto di riscaldamento centralizzato il sistema di regolazione deve coprire gli stessi effetti dei sistemi autonomi. Il fabbricante della pompa di calore dovrà fornire una dichiarazione di compatibilità tra la stessa e il generatore secondario, indicando le caratteristiche tecniche minime affinché i due apparecchi possano interagire efficacemente per l’ ottimizzazione dei consumi e delle prestazioni energetiche e funzionali, individuando una lista di modelli di generatori supplementari in grado di funzionare con la specifica pompa di calore. Si deve prevedere un sistema di controllo e regolazione in grado di ottimizzare il funzionamento in cascata con priorità della pompa di calore. Inoltre, come novità, è prevista la possibilità che la pompa di calore e la caldaia siano di fabbricanti diversi e in questo caso il sistema ibrido deve essere asseverato da un tecnico abilitato che allegherà la relazione così come prevista oggi dal Decreto Requisiti minimi [ RM _ 2015 ].
ENERGIA ELETTRICA ASSORBITA
Pompa di calore reversibile
POMPA DI CALORE ARIA / ACQUA CON AFFIANCAMENTO A UNA CALDAIA FUNZIONAMENTO BIVALENTE ALTERNATIVO
Refrigerante
Modulo idronico Interno- con produzione Acs Opzionale: ACS / Solare
Figura 2 – Principio funzionamento bivalente
Acqua
Caldaia
- Radiatore- Ventilconvettore- Riscaldamento Radiante
Pompa di calore « add on »: sistema costituito da un generatore a pompa di calore installato a integrazione di una caldaia a condensazione alimentata a gas preesistente e combinato con essa al fine di costituire un sistema bivalente. È una novità questa in campo legislativo; da tener presente che la caldaia deve essere di età non superiore a 5 anni e rispettare i requisiti tecnici di soglia minimi richiamati nel Factory made. La pompa di calore deve essere esclusivamente della tipologia aria-acqua oppure acqua-acqua, così come definito nella tabella 1 e, nel caso in cui l’ edificio sia soggetto a vincoli architettonici, deve essere esclusivamente della tipologia aria-aria. Anche in questo caso il sistema di termoregolazione deve essere come quello descritto nel sistema bivalente. Allo stesso modo il costruttore della pompa di calore dovrà fornire una dichiarazione di compatibilità tra la stessa e il generatore secondario così come indicato per il sistema bivalente. Deve essere presente un sistema di controllo e regolazione in grado di ottimizzare il funzionamento con priorità della pompa di calore rispetto al generatore secondario. Anche in questo caso se la pompa di calore e la caldaia sono di fabbricanti diversi, il sistema deve essere asseverato da un tecnico abilitato. Il tecnico dovrà allegare all’ asseverazione la relazione tecnica secondo i requisiti minimi [ 2015 ] dimostrando la compatibilità con l’ impianto esistente, il dialogo funzionale tra i due apparecchi e la sicurezza dell’ intero sistema.
SISTEMI IBRIDI BIVALENTI E LOGICA DI FUNZIONAMENTO In questo caso il calore erogato dalla pompa di calore viene integrato da un’ altra fonte di calore come una caldaia. La pompa di calore può essere installata in affiancamento ad una caldaia tradizionale( a gas a condensazione oppure a Biomassa) senza dover modificare l’ impianto esistente.
Figura 3 – Sistema bivalente simultaneo
Nel caso in cui la temperatura invernale dovesse scendere molto al di sotto di quella media stagionale, la caldaia tradizionale interverrà per fornire il calore necessario, con il vantaggio di avere due fonti di calore totalmente indipendenti, come mostrato nello schema di figura 2. Si possono distinguere tre tipi di impianti bivalenti. I sistemi ibridi bivalenti simultanei, in cui la pompa di calore funziona in qualsiasi momento ci sia necessità di calore. Quando la sua capacità è insufficiente, entra in funzione anche la fonte di calore supplementare, come mostrato nel grafico di figura 3. Nei sistemi ibridi bivalenti alternati, la pompa di calore soddisfa il fabbisogno termico dell’ ambiente fino ad un dato punto corrispondente ad una fissata temperatura esterna chiamato punto di commutazione. A questo punto la macchina si ferma e la fonte di calore secondaria, ossia la caldaia condensazione, entra in funzione per erogare tutte le calorie necessarie all’ ambiente. Il punto di commutazione è stabilito dalla potenza resa della pompa di calore a determinate temperature e del reale fabbisogno termico in funzione della temperatura esterna. Ossia il punto in cui la capacità della pompa di calore è esattamente uguale al carico dell’ edificio, così come riportato nel grafico di figura 4. Si possono combinare anche le due soluzioni precedenti e
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