CLIMA IMPIANTI_Dicembre 2025 | Page 42

L’ OBIETTIVO DEL RISPARMIO ECONOMICO SODDISFA IL CLIENTE E DETERMINA ANCHE UN MAGGIOR GUADAGNO, MA QUESTO MODO DI PROCEDERE VA AD INCIDERE ANCHE SULLE SCELTE FATTE INVECE DAL PROGETTISTA CHE HA UN’ IDEA BEN PRECISA DI EFFICIENZA
INTERVISTA • ANDREA MODINA
L’ OBIETTIVO DEL RISPARMIO ECONOMICO SODDISFA IL CLIENTE E DETERMINA ANCHE UN MAGGIOR GUADAGNO, MA QUESTO MODO DI PROCEDERE VA AD INCIDERE ANCHE SULLE SCELTE FATTE INVECE DAL PROGETTISTA CHE HA UN’ IDEA BEN PRECISA DI EFFICIENZA
Ma se il committente ha un’ esigenza seconda solo alla performance, l’ efficienza energetica, qualsiasi mancanza di connessione fra progettato e installato corre il rischio di pregiudicare la soddisfazione di questa esigenza!“ È proprio qui che si concentra il problema generato da questa progettazione costruttiva a cui segue la fase di ottimizzazione: l’ obiettivo del risparmio economico pare soddisfare il cliente e determina anche un maggior guadagno, un maggior utile. Ma indubbiamente questo processo o modo di procedere va ad incidere anche sulle scelte fatte invece dal progettista che normalmente ha un’ idea di efficienza. Io scelgo una tipologia di apparecchiatura, scelgo una logica di funzionamento dell’ impianto perché voglio ottenere un’ efficienza energetica, ma la realizzazione, invece,“ somiglia” all’ idea del progettista, ma non ha le stesse caratteristiche per ragioni di costi o di velocità di realizzazione e quindi spesso decade questa impostazione di efficientamento voluta dal progettista per soddisfare in maniera“ completa” il cliente”.
Tuttavia diversi installatori sono sempre più consci dell’ importanza dell’ efficienza energetica“ Un installatore più sensibile a questi argomenti, alla gestione dell’ impianto nella sua vita utile è sicuramente un valore per l’ impianto stesso e questo avviene anche nella realtà e funziona benissimo laddove l’ installatore ha poi un incarico di manutenzione oppure nel caso di una ESCO che fa l’ investimento impiantistico e poi gestisce la fornitura dell’ energia al cliente. In questi casi l’ installatore ragiona per ottenere l’ efficienza energetica, perché ovviamente ne ha un tornaconto, ma dove questo processo è slegato e si divide in fasi separate, progetto, realizzazione e manutenzione, l’ installatore non sente questo obiettivo come“ suo” e perde di vista questo scopo”.
Quindi la soluzione è ruoli definiti, ma congiunti?“ Senza voler invadere il campo altrui, la figura del progettista deve essere presente e incisiva dall’ inizio del progetto fino alla fase finale di realizzazione e deve guidare il cliente nel contenere le ottimizzazioni non per gravarlo di maggiori costi, ma per ottenere una vita utile ed efficiente dell’ impianto. E questo darebbe un senso molto più qualificante al manuale di uso e manutenzione, perché ad oggi rischia di essere solo un piccolo vademecum di intervento sui guasti, non un manuale di qualificazione della vita utile dell’ impianto”.
Detto così sembra che si scontrino una logica di breve periodo dal minore costo iniziale e una di lungo periodo, di minore costo gestionale“ Esatto e qui torniamo alla prima affermazione, cioè quella che cercava di stabilire qual è oggi il compito del progetto e il ruolo del progettista. Se all’ installatore viene data carta bianca esclusivamente per ottenere un minor costo iniziale o una rapidità di realizzazione del prodotto, il progettista estremizzando passa in una posizione subalterna. Ovviamente non succede sempre così, ma in molti casi il risultato finale è un impianto sì realizzato con minori costi, velocemente, ma poi nella sua vita determina problemi e aggravi economici per l’ utilizzatore”.
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