IL TERMINE“ AS BUILT” SI RIFERISCE ALLA DOCUMENTAZIONE TECNICA CHE DESCRIVE LO STATO REALE DI UN IMPIANTO AL TERMINE DELLA SUA INSTALLAZIONE, CIOÈ COME È STATO EFFETTIVAMENTE REALIZZATO, RISPETTO A QUANTO PREVISTO NEI PROGETTI INIZIALI revoli. È un atteggiamento premiante nel rapporto con il cliente, perché si manifesta in un contenimento dei costi e in una possibile marginalità aggiuntiva rispetto alle voci incluse nel capitolato, ma è penalizzante nei fatti, perché il progettista sceglie sulla base di criteri prestazionali, non per motivi commerciali e quando le sue scelte non vengono rispettate si possono ottenere risparmi nel momento della consegna dell’ impianto, senza però calcolare quali costi aggiuntivi deriveranno dall’ utilizzo di componenti, elementi, strumenti più economici di quelli indicati come ideali a progetto”. della medaglia e riguarda appunto l’ as built che è un elemento determinante e ineludibile per il cliente finale: spesso però si trasforma in un peso che viene scaricato dal progettista all’ installatore, nel senso che il progettista dando in carico all’ installatore l’ as built in qualche modo lo autorizza e lo incarica anche delle modifiche realizzative e quindi se non c’ è quel processo di controllo conclusivo di cui parlavo prima, l’ as built diventa una rappresentazione di quello che ha fatto l’ installatore, però a modo suo, oppure è un documento che non è veritiero, che cioè non corrisponde a quanto installato. Viene pagato dal committente, ma quando poi il committente si trova in mano un as built che ha scarsa corrispondenza con l’ impianto reale non ne riesce a fare l’ uso concreto che è necessario nel momento in cui subentra la necessità di effettuare manutenzioni.
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IL TERMINE“ AS BUILT” SI RIFERISCE ALLA DOCUMENTAZIONE TECNICA CHE DESCRIVE LO STATO REALE DI UN IMPIANTO AL TERMINE DELLA SUA INSTALLAZIONE, CIOÈ COME È STATO EFFETTIVAMENTE REALIZZATO, RISPETTO A QUANTO PREVISTO NEI PROGETTI INIZIALI revoli. È un atteggiamento premiante nel rapporto con il cliente, perché si manifesta in un contenimento dei costi e in una possibile marginalità aggiuntiva rispetto alle voci incluse nel capitolato, ma è penalizzante nei fatti, perché il progettista sceglie sulla base di criteri prestazionali, non per motivi commerciali e quando le sue scelte non vengono rispettate si possono ottenere risparmi nel momento della consegna dell’ impianto, senza però calcolare quali costi aggiuntivi deriveranno dall’ utilizzo di componenti, elementi, strumenti più economici di quelli indicati come ideali a progetto”. della medaglia e riguarda appunto l’ as built che è un elemento determinante e ineludibile per il cliente finale: spesso però si trasforma in un peso che viene scaricato dal progettista all’ installatore, nel senso che il progettista dando in carico all’ installatore l’ as built in qualche modo lo autorizza e lo incarica anche delle modifiche realizzative e quindi se non c’ è quel processo di controllo conclusivo di cui parlavo prima, l’ as built diventa una rappresentazione di quello che ha fatto l’ installatore, però a modo suo, oppure è un documento che non è veritiero, che cioè non corrisponde a quanto installato. Viene pagato dal committente, ma quando poi il committente si trova in mano un as built che ha scarsa corrispondenza con l’ impianto reale non ne riesce a fare l’ uso concreto che è necessario nel momento in cui subentra la necessità di effettuare manutenzioni.
Fino a che punto l’ installatore“ ottimizzando” rischia di peggiorare il risultato?“ Oggi c’ è la tendenza a dare il progetto costruttivo in carico all’ installatore, quindi il progettista si limita a predisporre un preliminare o esecutivo, un’ impostazione di base: il costruttivo è affidato all’ installatore il quale, per ottimizzare o anche per mancanza di informazioni disponibili al progettista, devia parecchio rispetto alle all’ idea concettuale iniziale. Questo è pericolosissimo perché significa che non c’ è controllo da parte di chi ha ragionato all’ inizio del processo con cognizione di causa su quello che viene realizzato.“ Non voglio addossare tutte le colpe all’ installatore, sarebbe un’ esagerazione, anche perché esiste un rovescio
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