CLIMA IMPIANTI_Dicembre 2025 | Page 43

QUANDO TUTTI RAGIONANO PER OTTENERE L’ EFFICIENZA ENERGETICA IL CICLO È VIRTUOSO, MA DOVE QUESTO PROCESSO È SLEGATO E SI DIVIDE IN FASI SEPARATE, PROGETTO, REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE, C’ È IL RISCHIO DI PERDERE DI VISTA QUESTO SCOPO
its • hvac mercato richiede e questo fa sì che si abbia una crescita culturale della progettazione sui temi della tecnologia, di pari passo con lo sviluppo di software o modelli progettuali BIM, che sono già molto più veloci e“ intelligenti” del progettista. Il BIM nelle mani di un progettista al passo coi tempi è uno strumento molto potente”.
Il Building Information Modeling potrebbe essere uno strumento facilitante o quantomeno utile ad allineare l’ o- perato di progettista, installatore e manutentore?“ Il BIM è lo strumento giusto perché questo processo non abbia delle variazioni sul tema nel corso d’ opera, purtroppo però, perlomeno in Italia, non lo si sta ancora utilizzando a quel livello e seppure le normative o spesso anche i capitolati tecnici degli appalti pubblici lo prescrivano, ritengo che non sia ancora utilizzato come deve essere e ci vorrà tempo prima che si arrivi a questo traguardo. Anche perché non è semplice sviluppare un progetto nel modo corretto con l’ utilizzo di questi software. Certamente, a tendere sarà lo strumento che agevolerà questi meccanismi tenendo il lavoro dei diversi attori connesso riducendo il rischio di partire in un modo e finire in un altro”.
Anche perché il BIM permette di integrare molto di più, arrivando a includere gli stimoli o i vincoli che vengono sia dalla normativa sia dall’ innovazione, giusto?“ Indubbiamente noi progettisti siamo sollecitati continuamente dalle tematiche energetiche e da tutto quel sistema legislativo e normativo connesso, come si diceva prima, all’ efficientamento. Questo è un aspetto anche positivo per la professione, perché impegna a un costante aggiornamento, a studiare rapidamente le novità che il
E fin qui abbiamo parlato di aspetti economici, ottimizzazione versus efficienza energetica, ma l’ impianto ha prima di tutto il compito di generare comfort: quanto è chiaro a chi progetta il valore dell’ Indoor Air Quality?“ Condivido senza alcuna esitazione il principio che questi due argomenti debbano essere paralleli, integrati perfettamente uno nell’ altro in ogni momento del lavoro, nella fase di progettazione, in quella di realizzazione e in quella di manutenzione, perché è lì che emerge il valore di una logica integrata di processo. Se l’ impianto non è progettato nel modo giusto, se è scarsamente manutenibile, decade immediatamente il livello di qualità e salubrità e ne deriva un minor comfort del sistema. Quindi sicuramente ci deve essere un intreccio fitto tra i due argomenti fin dalla fase di progettazione. Purtroppo la legislazione sulla qualità dell’ aria ha preso un percorso definito dalle norme, ma complesso nella sua fase applicativa: prevale un approccio formale alla materia, ma poco pratico, quindi più difficile da integrare fin da subito nell’ aspetto progettuale e questo rende faticosa una considerazione adeguata e adempiente in fase realizzativa”.
Ma da questo ragionamento ne nasce uno sicuramente rilevante, cioè progettare per la manutenzione: è una prassi o una filosofia in voga oppure no?“ Sì, è un concetto molto importante e credo abbastanza chiaro ai progettisti, purtroppo ci si scontra sempre
QUANDO TUTTI RAGIONANO PER OTTENERE L’ EFFICIENZA ENERGETICA IL CICLO È VIRTUOSO, MA DOVE QUESTO PROCESSO È SLEGATO E SI DIVIDE IN FASI SEPARATE, PROGETTO, REALIZZAZIONE E MANUTENZIONE, C’ È IL RISCHIO DI PERDERE DI VISTA QUESTO SCOPO
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