CLIMA IMPIANTI_Dicembre 2025 | Page 33

Il progetto dell’ impianto di contabilizzazione
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TRASPARENZA DELLE LETTURE: SISTEMI APERTI E NON PROPRIETARI La trasparenza non dipende solo dalla frequenza, ma anche dalla possibilità reale di accedere ai dati. Il D. Lgs. 73 / 20 non utilizza espressamente la distinzione fra sistemi“ aperti” e“ chiusi”, ma ne definisce implicitamente i principi. Un sistema è realmente aperto quando:
• utilizza protocolli standard;
• i dati appartengono al Condominio;
• la centrale di acquisizione e il software sono accessibili e liberamente gestibili;
• l’ amministratore può cambiare il fornitore di letture senza sostituire la strumentazione. Occorre quindi prestare particolare attenzione ai casi in cui:
• il sistema di acquisizione dei dati di consumo è in comodato d’ uso e non di proprietà del Condominio;
• i dati sono leggibili solo tramite piattaforme proprietarie;
• il Condominio resta vincolato a un unico fornitore che detiene chiavi proprietarie o credenziali riservate per la lettura dei dati di consumo. L’ installazione di impianti realmente aperti è oggi un elemento fondamentale per rispettare la ratio del decreto e garantire concorrenza e trasparenza.
LA RIPARTIZIONE DELLE SPESE E LA( SOLO APPARENTE) FACOLTATIVITÀ DELLA UNI 10200 Un’ altra novità del D. Lgs. 73 / 20 è la non obbligatorietà formale della norma UNI 10200. Il decreto modifica le prescrizioni inerenti alla ripartizione delle spese, stabilendo un unico vincolo( art. 9, comma 5, lett. d, del D. Lgs. 102 / 14 come modificato dal D. Lgs. 73 / 20): almeno il 50 % dei costi deve essere ripartito in base ai consumi volontari, mentre la parte rimanente può essere suddivisa con criteri scelti dall’ assemblea condominiale. Ma si può davvero fare a meno della UNI 10200? Tale norma costituisce innanzitutto la regola dell’ arte, a cui è bene attenersi per evitare criticità e contenzioni. Inoltre, l’ u- nico modo per eseguire una ripartizione davvero basata sui prelievi effettivi( L. 10 / 91, art. 26, comma 5) è quello di adottare la metodologia di calcolo fornita dalla norma, basata su principi tecnici e su un bilancio energetico dell’ edificio. Metodi diversi potrebbero portare a risultati scorretti e iniqui. Si pensi ad esempio alla determinazione della quota involontaria che, in presenza di ripartitori, non può essere ricavata per differenza. Senza un riferimento tecnico, la determinazione di tale parametro rischia di essere arbitraria, non coerente con la fisica dell’ edificio e non equa per gli utenti finali. Di fatto, chi intende ripartire correttamente le spese non può prescindere dalla UNI 10200, anche dopo il D. Lgs. 73 / 20.
Il progetto dell’ impianto di contabilizzazione
I principali scopi di un sistema di termoregolazione e contabilizzazione sono sostanzialmente due: il contenimento dei consumi, favorendo un comportamento più virtuoso da parte degli utenti, e una corretta ripartizione delle spese, basata sui prelievi effettivi. L’ impianto di contabilizzazione è parte integrante dell’ impianto di riscaldamento e come tale, ai sensi della L. 10 / 91, deve essere oggetto di uno specifico progetto. Tale progetto deve ricomprendere una serie di informazioni, tra cui:
• in caso di contabilizzazione diretta, i campi di portate e temperature effettive, le tipologie dei dispositivi, l’ errore di misura medio stagionale previsto, l’ ubicazione delle apparecchiature;
• in caso di contabilizzazione indiretta, il rilievo dei corpi scaldanti( identificazione, dimensioni, potenza, parametri associati al ripartitore).
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