City Life Magazine 21 | Page 13

ARTICOLI contenenti numerose soluzioni per favorire la presenza del verde in città. Si tratta di facciate e coperture verdi (e bianche, i cool roof), di vie alberate, di green infrastructure, di aree da depavimentare e altro ancora. Oltreoceano, una delle esperienze più antiche è quella della città di Chicago, che sta attuando il progetto “True nature food’s rooftop victory garden” in uno dei quartieri della città. Stesso interesse in Canada, dove a Toronto la municipalità locale ha adottato un provvedimento che prevede che il 50 per cento dei tetti delle nuove costruzioni venga ricoperto da verde intensivo, mentre l’associazione “Green Roofs for healty cities” ha stimato in circa 300 mila i metri quadrati di tetti inerbiti oggi presenti in città. Ma le superfici pensili orizzontali inerbite hanno contagiato, da tempo, anche l’architettura internazionale. È di un quarto 13 di secolo fa, infatti, la realizzazione, a Bonn, in Germania, della copertura verde dell’Art and Exhibition Hall: un imponente edificio che ospita teatri, mostre e concerti. É invece del 1998 la realizzazione del primo tetto verde della storia dell’architettura moderna mondiale: si tratta della sede del parlamento di Canberra, in Australia. Più recentemente, è toccato a Renzo Piano misurarsi con il tema dei tetti orizzontali verdi con la sua California Academy of Sciences di San Francisco, realizzata una decina di anni fa. Infine, anche la sede della Singapore Art School a Singapore ha deciso di fare i conti con il tema delle coperture verdi. È di pochi giorni fa, infine, la notizia che anche Parigi vuole dare vita a un progetto ambizioso: costruire, entro il 2020, 100 ettari di prati e boschi sui tetti e sulle superfici esterne degli edifici della città: