BORN TO READ - THE QUILL Nov 2016 | Page 15

Tuttavia Cersei non è cosciente dei propri limiti e, in un certo senso, viene punita per l'arroganza di voler essere pari di un uomo.

Eppure la tenacia, la ribellione e la cieca ambizione spingono Cersei a pianificare, a prendere decisioni che, per quanto discutibili, le restituiscono la possibilità di scegliere il proprio destino.

E quando il potere corrompe, distrugge virtù, intacca la bellezza e trasforma la donna in strega. Quando la Regina Cattiva si lascia vincere dalla vanità, respinge il ruolo di madre e diventa, appunto, una strega. Lo stereotipo della regina strega, come quello della regina cattiva, ha avuto una notevole popolarità, ma non sono rari i romanzi che lo ribaltano.

In una serie per bambini, "L'ultimo elfo" di Silvana De Mari, Rosalba è una regina strega. Regina per discendenza e due volte strega. Strega perché è così che chiamano gli amici degli elfi. Strega perché ha ereditato il potere della chiaroveggenza. La regina strega della De Mari, però, prende le distanze dal modello delle fiabe: intelligente e coraggiosa, Rosalba diventa una grande regina. Incapace di cedere ai compromessi, è una madre amorevole, una guerriera feroce e temibile pronta a battersi per difendere i suoi figli e il suo popolo. La luminosità del personaggio travolge le ombre che lo caratterizzano, fornendo una chiave di lettura positiva della donna di potere seppure nella semplicità di un libro per bambini.

Nella narrativa contemporanea non sono così rare, come si tende a pensare, le protagoniste intelligenti e combattive, indipendenti tanto da metter in salvo non solo se stesse, ma anche l'interesse romantico o un'intera nazione. Un esempio su tutti, forse un po' logoro ormai, è Katniss Everdeen, l'eroina di "Hunger Games" (Suzanne Collins). Al centro delle trame politiche, Katniss non è una regina ma, per quanto inconsapevole, è una leader e come tale rappresenta un esempio per il micro-mondo della sua storia quanto per il nostro.

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