BORN TO READ - THE QUILL Nov 2016 | Page 16

Non è diversa la posizione delle regine: buone o cattive che siano, possono apparire come modelli superati per la nostra società, ma è innegabile il fascino e l'ammirazione che, pur essendo personaggi letterari, suscitano nei lettori.

È storia e i romanzi storici e fantasy non dimenticano di ricordarlo, la vita delle regine non è mai stata semplice: abiti sfarzosi e gioielli incredibili erano lo sfondo di una costante lotta per sopravvivere in una posizione difficile e precaria.

Il loro punto di forza nei romanzi contemporanei è, in apparente contrasto con il loro ruolo, l'umanità. Regine come Kelsea ("The Queen of the Tearling", Erika Johansen) ridefiniscono le priorità di tutte le eroine e protagoniste. Le sue insicurezze vengono messe in secondo piano dalla consapevolezza della responsabilità che il suo ruolo le ha dato: il futuro del suo regno dipende dalle sue scelte. Kelsea non è più intelligente, più bella o più forte: è una ragazza come tante.

È evidente che, in quanto regina, la sua vita non possa rassomigliare alla nostra e le difficoltà che deve affrontare hanno dimensioni diverse, ma la sua fragilità e il suo coraggio influenzano la nostra immaginazione. Ecco perché è stimolante leggere di regine che non sono soltanto regine, ma sono anche e prima di tutto donne.

Nei libri subentrano prove soprannaturali e sofferenze: gli ostacoli e le avventure che devono superare per arrivare o per preservare il trono sono una misura della loro tenacia.

Nei romanzi contemporanei c'è bisogno di regine che si salvino da sole, che siano forti e capaci di prendere le proprie scelte. Le regine che ammiriamo, di cui abbiamo bisogno di leggere, sono regine che combattono battaglie che sembrano impossibili da vincere perché si tratta di noi, della vita delle donne, delle scelte che facciamo e delle sfide che affrontiamo.

Amaranth Chevalier

13